In rete è già un eroeEcco chi è il capitanoGregorio De Falco

Sul web è già diventato un eroe. Ecco chi è il capo della sala operativa della Capitaneria di Livorno Gregorio De Falco

Sul web è già diventato un eroe. La sua voce stentorea che impartisce ordini perentori al capitano della Costa Concordia, Francesco Schettino ha fatto il giro dei siti nazionali e internazionali. Il capo della sezione operativa della Capitaneria di porto di Livorno, Gregorio De Falco è il simbolo del dovere e della professionalità, contrapposto alla negligenza e all'imperizia di Schettino.

Su Facebook sono già comparsi dei gruppi in suo onore, come "Capitano Gregorio De Falco, l'eroe della notte della Costa Concordia Ufficiale" con 192 like, e "Gregorio De Falco Presidente del Consiglio".

Ma chi è precisamente De Falco? Ha 46 anni, è di origini napoletane, da sette anni è il Capo sezione operativa della Capitaneria di Porto di Livorno. Si è arruolato in Marina nel settembre del 1993 ed è arrivato a Livorno nel 2005. La sera della tragedia era lui a capo della sala operativa della Capitaneria e coordinava un team di cinque persone, che lui stesso, in una intervista esclusiva al Tirreno, ha definito "il migliore che potessi avere, ciononostante non siamo riusciti a portare a termine fino in fondo il nostro dovere, quello di salvare tutti".

De Falco ha una sola vocazione: il soccorso e "non sono soddisfatto se non porto tutti a casa", racconta al Tirreno, dove ha ricostruito l'accaduto.

"Nella nostra sala operativa abbiamo una complessa strumentazione che ci permette di monitorare le navi passo dopo passo. È quello che abbiamo fatto dopo che ci è arrivato l'allarme da una passeggera della Concordia, tramite i carabinieri. E così ci siamo accorti che la nave era molto vicina alla costa, che stava rallentando e già procedeva a velocità molto lenta. Inoltre, il fatto che il comandante parlasse di guasto elettrico non tornava con l'invito ai passeggeri di indossare i giubbotti di salvataggio. Un comandante serio non può far preoccupare inutilmente i suoi passeggeri facendo loro indossare i giubbotti se non è necessario".

E sulle telefonate con Schettino dice: "Più delle parole ci ha preoccupato il tono. Per questo abbiamo approfondito la cosa. Siamo abituati ad andare a fondo alle questioni". E infine rivela un particolare importante: "Non è la prima volta che i comandanti di navi, in situazioni di difficoltà, tendono a sminuire e ad essere per così dire silenziosi e reticenti".