"La rete del governatore? Meglio dei servizi segreti"

La gola profonda dell'inchiesta: "Il silenzio del Pd è assordante. Qui ci stanno dentro tutto". e ancora: "Il voto di scambio è solo con la mafia"

Ecco l'interrogatorio del teste «Beta», alias Giuseppe Tursi Prato, ex consigliere regionale socialista, gola profonda dell'inchiesta Why not, un tempo molto vicino ad Antonio Saladino considerato il deus ex machina del presunto comitato d'affari calabrese.

Lo 007 Loiero
Pm: Le risultano legami di Saladino anche coi servizi segreti?
TP: «No, questo no, questo dei servizi segreti no, non mi risulta. Se poi qualcuno di questo è dei Servizi, non ho l'idea. Scusi, abbiamo u' capo dei Servizi che è Loiero, a mugghjera, scusate, che poi, voglio dire, lo sanno tutti che è Loiero... la moglie, quindi... Avere l'amicizia con Loiero e volere… Dottò, più servizi segreti di quelli, ce l'ha già! Sicuramente la Rete è una Rete molto forte, ma voi ve ne accorgete anche da quello che sta succedendo, quelli che parlano e quelli che non parlano, ci sono dei silenzi assordanti. Ciò questo significa, voglio dire no, che ha fatto tutto quel casino con Franco Pacenza che ha fatto la fine del mondo quando due colleghi vostri di Cosenza, voglio dire, nei confronti di questo, ma anche alle parole… io l'ho seguita molto alla televisione, ho cercato di capire, ma da questo si capisce anche che cosa c'è dietro. Cioè lei ha il Partito democratico: silenzio assordante. Ma non perché stanno facendo il Partito democratico e domani qualcuno le dice: “Eravamo impegnati perché stavamo facendo il Partito democratico... ”, perché lei sta toccando interessi di quel partito».

Il voto di scambio
TP: «Beh, lui (Saladino, ndr) nel momento in cui cambia, capisce che Chiaravalloti ormai è fuori, che Abramo non ha la forza di poter vincere, lui non ci mette due secondi a scegliere Loiero. Puntando su Loiero naturalmente non solo si mette in contrasto con l'Associazione Nazionale perché - essendo leader Formigoni - è legata a Forza Italia quindi... ma a lui non gli interessa nulla, lui si sceglie la sua strada di aiutare elettoralmente e lo fa in un modo aperto, chiaro, nei confronti di Loiero».
Pm: Dalle indagini risulta anche un legame molto stretto con Nicola Adamo (dei Ds, vice presidente del consiglio regionale, ndr)
Tp: «Sì, vi dico come funziona il sistema. Ci sono tutti, quando parliamo di tutti vuol dire tutti, Allora il discorso qual è? Perché il discorso Nicola Adamo - visto che lei l'ha inserito - è un discorso di quando Nicola oggi è vicepresidente, mentre prima diciamo io stavo cercando di proiettare l'immagine di come lui in modo tranquillo passa da una casacca all'altra».

L'ordine di Agazio a Saladino
TP: «Però (Saladino, ndr) chiede e contratta le cose. Ci fu un episodio, che io assistetti a una telefonata con Loiero che chiede a Saladino: “Tu devi avere contatti con me diretti. Poi, per quanto riguarda i vecchi progetti, azzeriamo tutto, mandiamo tutti a casa e rifacciamo le nuove assunzioni”».
Pm: Questo Loiero?
TP: «Glielo chiede Loiero. E lui gli risponde... l'ha tranquillizzato sul discorso del rapporto diretto, però Saladino non poteva favorire l'azzeramento, lui era contrario. In quel frangente ci furono alcuni ritardi anche di pagamenti di commesse all'associazione, per cui anche i dipendenti per un periodo non presero lo stipendio. Figuratevi un attimino! Per cui il Saladino diceva: “Guarda di azzerare non se ne parla proprio, dobbiamo rifinanziare i vecchi progetti e se mai dobbiamo mantenere gli impegni (...) visto che ne abbiamo parlato prima della campagna elettorale, durante la campagna elettorale, e oggi che sei a fare il presidente in questa Regione...”. Per cui lui, diciamo, su questo insisteva moltissimo e naturalmente lui per la Rete. Io la chiamo Rete perché lui è riuscito, attraverso il suo modo di agire... Saladino rappresenta la figura centrale dell'Associazione delle Opere, mantiene i rapporti, interloquisce con i vari personaggi della politica e delle istituzioni, è quello che dalle direttive propone i progetti, indica le soluzioni, concordano le assunzioni».

La «Rete»
TP: «È risaputo che Saladino fa pesare molto la sua influenza e il suo peso durante le campagne elettorali. Guardate che non è che lo scambio di voti esiste solamente tra mafia e politica, la mafia dà i voti e la politica poi… tutta ’sta fantasia, voglio dire… Il vero scambio di voti sta anche qui, cioè: “Io ti finanzio un progetto a condizione che tu mi assumi le persone che dico io, le persone che ti dico io mi fanno i voti...”. Cioè, voglio dire poi, siccome poi lui deve accontentare tutti e lui è il centro, il perno del sistema poi, nel momento in cui si tratta di fare una campagna elettorale di tipo Loiero-Abramo, lui mette in moto una struttura a servizio del presidente - in quel caso è stato Loiero - ha messo tutta la struttura... ».