Ma in rete i movimenti vanno in crisi

da Roma

C’è una leggera crisi d’identità. E lo si intuisce da alcuni messaggi che compaiono sui siti di riferimento dei movimenti che in questi giorni vogliono oscurare la fiaccola olimpica. Il sito no-Tav mantiene almeno il concetto di democrazia. E così viene ospitato un intervento un po’ più ragionevole dal titolo: «Quando il gioco si fa duro i duri sanno fare un passo indietro», un esempio di come il dubbio si stia infiltrando nei movimenti che da giorni stanno attentando al cammino della fiaccola con lanci di vermi, fumogeni e blitz di vario tipo.
«Siccome i media han deciso di massacrarci - scrive Alberto sul sito no-Tav - in questo momento cercare visibilità nelle piazze è un suicidio, facciamo un passo indietro e non dimentichiamo che il nostro obiettivo è la lotta al tav. Non facciamoci più fregare!!! Andare oggi e domani in strada a Torino è veramente un suicidio politico e mediatico».
Eppure il consiglio non è stato seguito. La fiaccola ha dovuto cambiare percorso anche ieri a Torino per evitare un blocco dei centri sociali. Sembra comunque che qualcuno stia cedendo, soprattutto alla rabbia della gente, che per proteggere la fiaccola si è scagliata più volte contro i manifestanti.
Anche sul sito indymedia ieri si trovavano considerazioni di questo tipo: «Siamo messi sempre peggio. La “gente comune protesta contro i dimostranti”. La protesta è sempre meno compresa. I suoi motivi scompaiono di fronte al carosello mediatico. La gente vuole solo divertirsi?! Gente, altro che crisi del movimento: siamo alla frutta come popolo».
Sullo stesso sito si annuncia per questa sera un «appuntamento musicale antiolimpico». Sede: «Torino, Palazzo Nuovo, ore 19». I protagonisti della rivolta di piazza oggi saranno però i ferrotranvieri del Cub, in sciopero nonostante la tregua olimpica: «Per rendere più visibile la protesta, cinque lavoratori sfileranno simbolicamente come tedofori, nei panni di un tranviere olimpico, un disoccupato olimpico, un cassaintegrato olimpico, un precario olimpico e uno sfrattato olimpico».
Intanto prosegue il dibattito sullo scontro con i cittadini che anche ieri, a Torino, hanno gridato: «Vergognatevi!»: «Mi viene solo da chiedere: tutta sta visibilità che abbiamo cercato, e che abbiamo ottenuto, non potrebbe finire per danneggiarci??? - domanda «Zapajos» -. Gli sbirri ormai conoscono già tutte le nostre azioni e finiamo per sbatterci inutilmente. L'unica cosa secondo me è abbassare un po’ il tiro e prepararsi per una primavera che sul fronte tav sarà caldissima!!!». Chi vuol rovinare le Olimpiadi? Non i «no-Tav», si risponde dal sito di riferimento: «Se c’è qualche testa calda in giro per creare dei disordini - scrive Parsifal - questo di certo non è colpa nostra. Il popolo no-Tav è rappresentato da persone di tutte le fasce sociali».