Rete, l’Authority sceglie il modello inglese

da Milano

Piace all’Authority italiana il modello inglese per la separazione della rete Telecom dalla società di gestione dei servizi. Ieri l’Autorità per le tlc ha varato il documento di consultazione che verrà ora sottoposto alle valutazioni degli addetti ai lavori. E il presidente Corrado Calabrò ha garantito tempi brevi: entro fine anno la consultazione sarà terminata e si potrà procedere alla separazione.
La consultazione prevede «13 misure a garanzia dell’indipendenza gestionale delle attività di rete, attraverso appropriate regole di governance e di autonoma incentivazione del management». In particolare, ha specificato l’Autorità, «appare appropriato che la ipotizzabile divisione appositamente dedicata alla funzione separata sia dotata di ampi poteri autonomi rispetto alle altre funzioni aziendali». Nella consultazione vengono anche tratteggiati «i vantaggi e i motivi di riflessione circa una separazione più incisiva (societaria), con la precisazione, peraltro, che tale forma di separazione esorbita dal piano regolamentare ricadendo nella sfera delle autonome determinazioni dell’azienda». Insomma il modello adottato dal gigante britannico British Telecom e approvato dall’Autorità locale, l’Ofcom, pare aver guidato la mano dei regolatori italiani. Bt infatti ha separato la gestione della sua rete in una società, Openreach, che ha un diverso management ma è comunque controllata dal gigante telefonico. E, nonostante il controllo di Ofcom, la mancata separazione del controllo azionario ha creato qualche perplessità negli analisti del settore. Anche in Italia la gestione della rete dovrà essere concentrata in una divisione con un proprio marchio, personale e assets e sarà soggetta al controllo di un board composto in maggioranza da persone nominate dall’Autorità. Il comitato sarà dotato di poteri ispettivi e inoltre, se ci saranno violazioni degli impegni, o della disposizioni relative alla gestione separata queste ultime potranno essere sanzionabili dall’organismo di vigilanza.
Quanto all’Authority il documento varato si concentra anche sul tema degli investimenti nella rete di nuova generazione. In questo caso infatti l’Autorità potrebbe anche introdurre la novità di obbligare anche altri operatori a investire sulla nuova rete. L’Autorità, infatti, ritiene necessario valutare «quali novità introdurre sul piano regolamentare, nell’ottica della promozione dello sviluppo delle reti di nuova generazione in un ambiente concorrenziale». Per questo, l’organismo guidato da Corrado Calabrò «intende definire un quadro regolamentare che incentivi le imprese all’effettuazione dei necessari investimenti infrastrutturali (eventualmente anche condivisi) e, al contempo, garantisca il conseguimento dell’obiettivo della realizzazione di un contesto concorrenziale, dando certezza giuridica agli operatori».