In rete trionfa Obama, più cliccato delle bellone

Aveva già vinto su internet: più cliccato di Angelina Jolie, Pamela Anderson e Jenna Jameson

Milano - A poche ore dal verdetto, la rete ha pochi dubbi. La generazione Y, quella di internet e degli sms, clicca per Obama. Non è un voto, certo, ma è un termometro prezioso. In rete è scattata l’Obamamania, un’ossessione virale, come le pubblicità, che contagia network, blog e siti internet.

Facebook sta con l'asinello Un fenomeno cresciuto nella lunghissima campagna elettorale ed esploso nel periodo finale. Su Facebook il vantaggio del candidato dell’asinello, già da quest'estate, è stato schiacciante. Oggi i sostenitori del ticket Obama-Biden superano i due milioni e quattrocentomila mentre McCain e la sua vice Sarah Palin devono accontentarsi di seicentomila dichiarazioni di voto. I democratici battono i repubblicani anche per pagine ed eventi. Migliaia di persone si sono date appuntamento, sul più popolare dei social network, per andare a festeggiare la “storica” vittoria del loro candidato. E’ stata creata anche un’applicazione per poter donare il proprio status (lo spazio in cui si scrive quello che si sta facendo) a Barack e, a poche ore dal voto, le persone che hanno regalato la propria “didascalia” sono più di un milione e duecentomila.

Youtube: meglio Barack che le curve di Pamela Un plebiscito a colpi di mouse che contagia tutto e tutti. Digitando su Youtube Barack Obama vi appaiono più di trecentomila video, contro i duecentomila del candidato dell’elefante. Ma tutto è relativo in questa campagna elettorale dai numeri mastodontici. Per capirci qualcosa ci vuole un termine di paragone. Un po' come gli omini vicino alle piramidi nelle guide turistiche. Basti pensare che i video dedicati a Jhonny Depp non riescono a superare la soglia dei settantamila e l’ex bagnina al silicone Pam Anderson, sogno erotico di generazioni intere, inciampa sui diciassette mila filmati.

"Exit polls" e "dove si vota" le ossessioni last minute E poi il re dei motori di ricerca. Al primo posto delle parole più cercate su Google, dati aggiornati in tempo reale (Google trends), ci sono gli “exit polls”. Quasi tutte le prime voci sono monopolizzate dalle spasmodiche ricerche di anticipazioni, sondaggi e primi risultati. Molti elettori chiedono alla rete anche come e dove poter esprimere il loro voto. Preoccupazione che, in un sistema elettorale così articolato, coinvolge anche i candidati che si prodigano in consigli dell'ultimo minuto.

McCain poco cliccato Confrontando i dati relativi alla ricerca dei cognomi dei due candidati, ancora una volta, il primo gradino del podio spetta al democratico. Esploso nell’ultimo anno e ricercatissimo negli ultimi mesi, più del doppio dello sfidante. Non solo negli Stati Uniti. Il primato di Obama, infatti, valica i confini nazionali e persino l’oceano. Nel Belpaese le persone che hanno digitato il nome del candidato di colore sono quasi tre volte superiori rispetto al repubblicano. L’elettore del villaggio globale ha già espresso il suo voto telematico, molto virtuale, e molto parziale.

Obama polverizza Electra, Jolie e Jenna Jameson
Sciogliendo i lacci della fantasia i risultati sono ancora più stupefacenti. Se internet, una volta, era l’eden di nerd brufolosi e di guardoni incalliti, ora è l’arena principale di ogni competizione. Anche politica. La stella di Obama, almeno fra gli utenti di Google, è sorta alla fine del 2007. E’in questo periodo che il candidato dell’asinello inizia a impossessarsi dei polpastrelli dei netdipendenti. E non ce n’è più per nessuno. Nemmeno per le bellone di celluloide. Obama inizia la fuga e stacca in web-popolarità anche Jenna Jameson e Carmen Electra. Persino la trasgressiva Angelina Jolie perde punti. Nemmeno la mitica rampolla della famiglia Hilton, stella partorita dalla rete, ne esce bene. Paris, nonostante video hard, serate etiliche e biancheria adamitica, scompare davanti al gigante Obama.

Sesso e massaggi per la festa di Obama
Ma c’è anche chi va oltre. Fra i sostenitori più accaniti, data per scontata la vittoria, rimane un desiderio. Non si accontentano di vedere il senatore dell’Illinois sedere nello Studio Ovale. Non basta. Bisogna esserci, proprio lì, con lui, a festeggiare al Grant Park di Chicago. Già dall’alba i sostenitori sono in coda per avere un posto sotto il loro beniamino. Ma i posti sono limitati, la voglia tanta e la possibilità di festeggiare buona. Quindi scatta, ancora una volta, l’Obamamania. Su Craiglist, sito di scambi e compravendite, la fantasia non ha limiti. Si passa dal sostenitore “timido” che offre biglietti in cambio di cene romantiche, allo “spudorato” che baratta un pezzo di storia con un rapporto sessuale. E poi tutto quello che si può immaginare. Dalla gift card di Victoria’s secret ai massaggi, senza dimenticare un notebook della Apple. La rete sembra avere scelto, ma fuori da modem, bande larghe e social network, c'è tutta un'America che si esprimerà solo tramite il voto.