Rete4, l'opposizione fa le barricate alla Camera

L'opposizione si ricompatta contro l'emendamento Romani che sospende il passaggio di frequenze, chiesto dalla Corte Europea, dalla rete Mediaset a Europa7. Il governo: "L'unico obiettivo evitare sanzioni Ue". Veltroni: "Opposizione dura". Il voto slitta a martedì

Roma - Duello all'arma bianca, in parlamento, sui diritti tv. L'opposizione tuona contro il "decreto salva Retequattro", quello predisposto da Palazzo Chigi per evitare il deferimento dell'Italia davanti alla Corte di giustizia Ue. L'accusa è presto detta: si vuole aggirare la sentenza della Corte di Strasburgo sul caso Europa 7-Retequattro. Il governo nega ogni addebito: l’emendamento in materia di frequenze tv risponde pienamente ai rilievi dell’Unione europea. Ormai è scontro a viso aperto. Al termine di una luna giornata di battaglia a Montecitorio, il voto è stato rinviato a martedì.

Veltroni: "Ci opporremo" "Penso che sia una cosa sbagliata nel merito e nel metodo". Così il segretario del Pd Walter Veltroni parla dell’emendamento sulle frequenze tv. Dunque sarà opposizione dura? La risposta di Veltroni non lascia dubbi: "Tutte le cose sbagliate nel merito e nel metodo hanno l’opposizione che si meritano".

Sulla tv si ricompatta l'asse Pd-Di Pietro Ci voleva il comune cavallo di battaglia del conflitto di interessi per ricompattare l’Italia dei Valori e il Partito democratico. A unirli è infatti la polemica contro l’emendamento che sospenderebbe la ratificazione della decisione della Corte Europea di concedere le frequenze di Rete4 all’emittente Europa7. A scatenare il polverone è Antonio Di Pietro: "Berlusconi perde il pelo ma non il vizio e fa di tutto per salvare la sua azienda con una legge criminogena". Dal loft giungono reazioni battagliere: "Il bon ton istituzionale terminerà - spiega Ermete Realacci - se si cerca di aggirare la sentenza della Corte Europea". Paolo Romani, "padre" dell’emendamento, ha spiegato che "il nostro unico obiettivo è evitare sanzioni per l’Italia da parte della Ue".

Emendamento ammesso La presidenza della Camera ha giudicato ammissibile l’emendamento al decreto "salva-infrazioni" in materia di frequenze tv. Il governo va quindi avanti sulla proposta di modifica al provvedimento, in queste ore all’esame dell’aula della Camera e l’opposizione, che già ieri aveva duramente criticato l’iniziativa, ha iniziato l’ostruzionismo in segno di protesta. Gianfranco Fini ha annunciato l’ammissibilità anche se "in via eccezionale". Il presidente della Camera ha definito gli emendamenti "non strettamente attinenti alla materia del decreto", varato dal precedente governo, ma dettati dalla "necessità di adempiere a obblighi comunitari". Obiettivo dell’emendamento, nelle intenzioni del governo, è evitare il rischio di deferimento dell’Italia davanti alla Corte di Giustizia Ue nell’ambito della procedura di infrazione avviata da Bruxelles a ottobre 2006 sulla compatibilità di alcune norme del Testo unico della radiotelevisione e della legge Gasparri con la legislazione europea. Ferma l’opposizione di Pd, Idv e Udc, che giudicano l’emendamento un "escamotage" per aggirare la sentenza della stessa Corte di Strasburgo sul caso Europa 7-Retequattro.

"Libertà? Solo allargando i confini" "È da parecchio tempo che si discute di questi argomenti, ma credo ci siano persone, anche in azienda, più titolate di me per rispondere. Credo comunque che la libertà di espressione e di comunicazione si accresca non limitandone, ma allargandone un pò i confini". In questi termini il direttore di Retequattro, Giuseppe Feyles, è intervenuto durante la puntata de Il Grande Talk (in onda su Sat 2000) sulla vicenda legata all’emendamento del governo in materia di frequenze tv.