«Reti europee per gas ed elettricità»

da Milano

La creazione di una società europea che raggruppi le reti di trasporto del gas e dell'elettricità sarebbe la soluzione migliore, anche se l'ipotesi di aggregazione fra Terna e Snam Rete Gas non è comunque da scartare, ha sostenuto ieri l’ad dell’Eni, Paolo Scaroni. «A me sembra che la soluzione più logica e prospetticamente l'unica è la creazione di reti europee del gas e dell'elettricità. É creando una società europea delle reti che si contribuirebbe alla sicurezza degli approvvigionamenti», ha detto il manager a margine del convegno sull’Economia dello sviluppo sostenibile organizzato dalla Fondazione Eni Enrico Mattei. «Avere un soggetto europeo che si occupa di dotare l'Europa delle infrastrutture necessarie per far arrivare il gas che, come si è visto non è così semplice, mi pare la soluzione con la S maiuscola», ha aggiunto. Per Scaroni, tuttavia, «ci sono altre soluzioni che non sono altrettanto valide, anche se non sono da scartare e fra queste c'è la società delle reti di trasporto del gas e dell'elettricità (Terna e Snam), dove si intende di mettere insieme le reti italiane di trasporto del gas e dell'elettricità. A me sembra una soluzione di secondo livello, però non negativa perché c'è l'esempio inglese dove National Grid, la nostra Terna, e Lapice, l'equivalente di Snam, si sono fuse nel 2001 e il risultato netto di questa fusione non è negativo: si sono trovate sinergie con l'obiettivo di ridurre le tariffe agli utenti». Secondo Matteo Manera, della facoltà di Statistica della Bicocca di Milano e ricercatore della Fondazione Mattei, che ha tenuto un intervento sui mercati internazionali dell’energia, non c’è dubbio che nella formazione dei prezzi petroliferi una parte importante venga anche giocata dall’impatto dei mercati finanziari e l’ex segretario dell’Opec, al Naimi, sostiene che fatto 50 dollari il prezzo del greggio, almeno 15 sono da attribuire alla componente finanziaria. Chiaramente l’Opec ha tutto l’interesse a scaricare su altri la responsabilità dei rincari, ha notato Manera, ma il peso dei contratti future non può essere sottovalutato. Secondo il direttore della Fondazione Mattei, Alessandro Lanza, la scarsità di petrolio è comunque «un vero non-problema: la disponibilità mondiale di greggio accertata è di 3mila miliardi di barili, di questi solo un terzo è già stato utilizzato».