«Reti veloci, sugli investimenti devono decidere le Authority»

da Milano

«Il governo tedesco ha fatto qualcosa che contrasta con la liberalizzazione del settore delle tlc varando la legge che permette a Deutsche Telekom di non concedere ai concorrenti la nuova rete superveloce». Lo spiega Enzo Savarese commissario dell’Authority delle tlc in Italia. In questo periodo l’Autorità sta cercando di trovare una soluzione al problema della rete di Telecom Italia. Infatti se da una parte Telecom vende traffico all’ingrosso ai concorrenti, dall’altra compete con questi ultimi offrendo servizi agli utenti. Quindi occorre stabilire regole certe per quanto riguarda la gestione della rete e i suoi ammodernamenti. E se il governo tedesco ha spiegato la sua mossa dicendo che gli investimenti di Dt devono essere remunerati adeguatamente l’Authority italiana persegue un’altra strada.
«Non c’è dubbio - ha detto Savarese - che gli investimenti vadano ricompensati ma ci sono anche altri sistemi. Infatti le Authority stesse solitamente tengono conto di questi ultimi quando vengono fissate le tariffe che gli operatori concorrenti devono pagare per l’accesso alla rete».
Voi quali strade state seguendo?
«Per il momento nessuna in particolare stiamo solo cercando di verificare quali siano gli esempi stranieri. Uno dei più citati è quello di British Telecom che ha separato in una società a parte, Openreach, la sua rete per tlc».
C’è però chi sostiene che questa sia una separazione fittizia?
«Infatti stiamo valutando anche altre strade».
Si potrebbe procedere alla vendita della rete di Telecom?
«Non è una questione di proprietà ma solo di garantire a tutti le medesime condizioni di accesso alla rete».
Il vostro lavoro è molto complesso dunque?
«Sì, indubbiamente non sarà facile fare la scelta giusta e che soprattutto garantisca al massimo gli interessi nazionali e degli utenti».
Quali saranno i prossimi passi?
«Dovremo fare una consultazione pubblica non solo con Telecom ma con tutti gli operatori».
Germania e Inghilterra sono dunque avanti per la realizzazione della cosiddetta Next generation Network, la rete Internet superveloce. L’Italia è rimasta indietro?
«Bt in Gran Bretagna gode di regole certe, Dt non ha ancora cominciato la realizzazione. Telecom si è dichiarata pronta ad investire ma vuole avere regole certe per garantirsi».
Lei cosa pensa della realizzazione della cosiddetta Super Authority per tutta la comunità europea?
«Non servirebbe. I Paesi Ue hanno problemi diversi».