Retribuzioni orarie: +3% Salgono più dell'inflazione Ma calo rispetto al 2008

Nell'anno appena concluso crescita del 3% degli stipendi: meglio
dell'inflazione che si è fermata allo 0,8%. Ma è un dato che risente
della crisi: nel 2008 l'incremento annuale era stato del 3,5%

Roma - Crescita delle retribuzioni contrattuali in frenata nel 2009. Nella media dell’anno l’aumento è stato del 3% contro il 3,5% registrato nel 2008. L’inflazione, nello stesso periodo, è salita dello 0,8%. A dicembre, comunica l’Istat, l’incremento è risultato pari allo 0,1% su base mensile e del 2,8% su base annua contro il +3,1% di novembre, quando le retribuzioni erano rimaste invariate rispetto a ottobre. Per quanto riguarda i vari settori, le retribuzioni sono cresciute su base annua dell’1,6% in agricoltura, del 3,6% nell’industria, del 2,2% nei servizi e del 2,6% nella pubblica amministrazione.

Scenari 2010 L’indice delle retribuzioni orarie contrattuali per l’intera economia, proiettato per l’anno 2010 in base alle sole applicazioni previste dai contratti in vigore alla fine di dicembre 2009, registrerebbe un incremento medio annuo dell’1,5%. Con riferimento al primo semestre del 2010, in assenza di rinnovi, il tasso di crescita tendenziale dell’indice generale diminuirebbe progressivamente dal 2,4% di gennaio al 2% di giugno 2010 .

Rinnovi contrattuali A dicembre, relativamente all’intera economia, la quota di dipendenti in attesa di rinnovo è pari al 10,3%, in lieve diminuzione rispetto al mese precedente a seguito dell’entrata in vigore del contratto telecomunicazioni; la quota risulta nettamente inferiore rispetto a dicembre 2008 (28,7%). L’attesa per i lavoratori con il contratto scaduto è in media di 22,6 mesi, in aumento sia rispetto a novembre 2009 (20,9), sia rispetto a un anno prima (12,4). L’attesa media distribuita sul totale dei dipendenti è di 2,3 mesi, invariata rispetto a quella del mese precedente, ma inferiore di oltre un mese rispetto a dicembre 2008 (3,6).

Scioperi e conflitti Nel periodo gennaio-ottobre 2009 il numero delle ore non lavorate per conflitti (originati dal rapporto di lavoro) è stato di 1,8 milioni, con un calo del 58,2% rispetto al corrispondente periodo del 2008. Tra le motivazioni, quelle che presentano le incidenze maggiori sono le altre cause (29,7% delle ore totali non lavorate per conflitti), il licenziamento e la sospensione dei dipendenti (22,8%) e le rivendicazioni economiche (18,8%).