Retromarcia generale

Il tracollo delle Borse mondiali, ha coinvolto Milano che ha chiuso con un calo intorno al 3% per i principali indici. La marcata correzione ha completamente capovolto il risultato dei primi due mesi dell’anno, passati da una performance intorno al 3% a una perdita dello 0,95% per l’indice St&P e dello 0,24% per il Mibtel. Quasi raddoppiato il volume degli scambi, indicato in un controvalore che ha sfiorato gli 8,5 miliardi. In retromarcia tutte le bluechips del listino, con le Fiat che perdono il 4,6%, le Generali oltre il 4%, mentre negli energetici cali contenuti per Eni (meno 2,3%) ed Enel (meno 2,4%). Pesanti arretramenti si sono avuti per i cementieri e per Parmalat. Tra le poche chiusure «in positivo» Boero (più 1%), Graniti Fiandre(più 0,5%), Borgosesia risp. (più 2,3%) e Digital Bros (più 7,3%). Invariato il titolo Maffei, sospeso dalla quotazione, prima dell’annuncio dell’Opa che verrà lanciata dall’acquirente Gruppo Minerali.