Retromarcia del governo sugli esami di riparazione: non ci saranno

Al Question time il ministro chiarisce che il governo ha
solo "rimodulato" i tempi di recupero dei debiti formativi, "come previsto dalla
legge del 2007 che ha rinnovato gli esami di maturità"

Roma - Marcia indietro del governo sugli esami di riparazione. Non verranno reintrodotti ma si faranno solo maggiori verifiche sul recupero dei debiti scolastici. Lo ha chiarito il ministro dell’Istruzione, Beppe Fioroni, durante il question time alla Camera, aggiungendo che i "corsi di riparazione saranno a carico delle scuole". Stando alle parole del ministro il governo non ha mai reintrodotto gli esami di riparazione, abrogati nel '95, anche perché il ripristino di quell’esame poteva essere reintrodotto solo per legge. "Abbiamo introdotto - ha chiarito Fioroni - una rimodulazione dei tempi di recupero dei debiti formativi, come previsto dalla legge del 2007 che ha rinnovato gli esami di maturità".

Le scuole si facciano carico dei corsi di recupero Il ministro ha inoltre assicurato che "è obbligatorio che le scuole si facciano carico di organizzare i corsi di recupero o gli interventi di sostegno per quegli studenti che a dicembre mostrano lacune in alcune materie, successivamente sono previste verifiche durante l’anno e a fine anno spetta al consiglio di classe decidere se le lacune sono state superate. È prevista anche un’ultima verifica prima dell’inizio dell’anno scolastico e in quella sede il consiglio decide se il debito è superato e quindi da diritto allo studente ad andare avanti oppure no". Fioroni ha aggiunto che il governo "ha stanziato circa 200milioni di euro per i corsi recuperi, dando incentivo ai docenti o con la possibilità di farli svolgere da nuovi laureati o insegnanti in pensione".