Prima retromarcia dopo la rivolta, il Comune apre ai pass residenti

L’assessore ammette: «Chi vive in centro e lavora in zone senza mezzi ha ragione». Confermato (per ora) il via lunedì. Ma la verifica viene anticipata: sarà fra due mesi

Neanche un mese fa l’imperativo del sindaco era «mettiamoci la faccia». Un impegno chiesto agli assessori e consiglieri della squadra. Ma a 5 giorni dall’ora x, la parola d’ordine su Area C è diventata «non facciamoci troppo male». Circolata spesso ieri mattina in giunta. Giuliano Pisapia e gli assessori hanno sbrigato la parte ordinaria in dieci minuti, un’ora e mezza della seduta è stata dedicata alla rabbia esplosa la sera prima in zona 1, al primo incontro nelle zone sul ticket. E alle correzioni da mettere in campo, dalla retromarcia in vista sul pedaggio ai residenti nella Cerchia entro il 17 marzo al fronte della comunicazione, fino all’ipotesi di «non partire per forza lunedì se ci accorgiamo che ci sono intoppi». Ma la capogruppo del Pd Carmela Rozza è categorica: «Tutte le distorsioni saranno corrette, ma si parta come previsto». Prima i mea culpa, sulla campagna di comunicazione: partire dal centro e con l’assessore alla Mobilità Piefrancesco Maran, protagonista della stangata, è stato puro. Sindaco e assessori sono pronti a rimangiarsi anche la promessa di essere ai 43 varchi lunedì, a dare informazioni ai milanesi nel giorno del debutto. «Vedremo, ci sono già gli incontri nelle zone dedicati» ammette ora Maran. Durante la giunta era in corso la trattativa tra sindacati Atm e azienda, «c’è chi approfitta del malcontento su Area C per alzare la posta» ha ammesso la maggioranza, ma senza aumenti le sigle avevano minacciato persino di boicottare l’avvio di Area C. «Se non si trova una quadra - la conclusione in giunta - evitiamoci di farci del male, non è un problema se invece di partire il 16 dovessimo posticipare di qualche giorno». L’accordo nel pomeriggio è stato firmato, e almeno questo dovrebbe salvare da una colossale figuraccia.
Dalla comunicazione ai contenuti: le deroghe. Saranno state fomentate dal centrodestra, come prova a dire il sindaco, ma le proteste della zona 1 hanno fatto centro. Ci potranno essere cambiamenti al provvedimento, «dove potremo fare modifiche intelligenti rispetto a richieste intelligenti» e «comunque limitate» ammette in generale Pisapia «saremo pronti a farle». Serviranno per «rendere ancora più forte Area C». Qualche correzione «per rendere più facile raggiungere gli obiettivi del ticket, tra cui quello di poter vivere, lavorare, viaggiare in centro in modo migliore di come è avvenuto fino ad ogg. Vogliamo ascoltare, se ci sono criticità che possono essere migliorate o addirittura eliminate con piccoli interventi per evitare che ci sia una penalizzazione di alcuni cittadini rispetto ad altri». La giunta aveva stabilito di fare un check up su Area C dopo 6 mesi, ora ha anticipato al 17 marzo (quando si entrerà a regime con le multe) le prime correzioni. Ad esempio? «C’è uno zoccolo duro di residenti del centro che lavora stabilmente fuori Milano o in zone non servite adeguatamente dai mezzi - riconosce ora Maran - potrebbero avere una deroga per tornare a casa». Idem «il problema di chi risiede in vie a senso unico che conducono obbligatoriamente all’uscita di un varco esiste, in questi due mesi siamo lavoreremo per risolverlo». Non condivide invece la richiesta dei volontari della Croce Rossa che frequentano i corsi nella sede di via Caradosso: «Se sono pomeridiani, possono usare i mezzi». La replica: sospensione dei corsi a partire da lunedì.
Decine di proteste arrivano alla Lega, riferisce il capogruppo Matteo Salvini, da «lavoratori che iniziano al pomeriggio e finiscono di notte e non hanno alternativa al mezzo privato, in quanto di notte i mezzi pubblici non funzionano. Cinque euro al giorno e i conti sono presto fatti: 150 euro al mese che devono essere sottratti dalla busta paga». La Lega chiede con decisione alla giunta Pisapia che questa tipologia di lavoratori venga esentata dal pagamento del ticket».