Retromarcia: Spezia-Genoa al «Picco». Domani o giovedì

Questa mattina l’ultima riunione Macalli: «Si deve giocare subito»

Luca Russo

A 24 ore da Spezia - Genoa non si sa ancora se si giocherà e soprattutto dove. Paradossi di un campionato che continua a riservare sorprese. L'ultima è arrivata ieri quando Mario Macalli, dopo aver inviato un documento alla prefettura, ha ribadito che la partita deve essere giocata in questa settimana lasciando aperto uno spiraglio. «Io mi auguro che si possa ancora giocare alla Spezia - ha dichiarato Macalli - ma se non sarà possibile c'è lo stadio Braglia di Modena, impianto che ho ottenuto dopo aver ricevuto il no di altre sette città. La mia disponibilità c'è, sono altri che devono offrire garanzie». Il tutto ovviamente per garantire una regolarità al campionato che sembra però già bella che compromessa.
Questo però è bastato per riaccendere la fiammella della speranza alle autorità spezzine. Ieri pomeriggio è andato in scena un nuovo vertice fiume mentre parallelamente a Roma l'ufficio Ordine Pubblico del Viminale si apprestava a disporre le risorse per il campo neutro di Modena. E così questa mattina alle 10 dovrebbe arrivare l'ultimo insindacabile verdetto con una possibilità in più: si potrebbe giocare allo stadio Picco non domani, ma addirittura giovedì sempre alle ore 15. «Stiamo lavorando in questo senso - ha commentato il sindaco della Spezia Giorgio Pagano - e ci auguriamo che questa soluzione possa andare in porto».
Soluzione che dovrebbe portare alla chiusura di strade, negozi e addirittura scuole attorno allo stadio Picco per evitare il contatto tra le due tifosere. Soluzione che dovrebbe catapultare un numero considerevole di forze di polizia, si parla di 1500 agenti. C'è però anche chi, come il senatore di Forza Italia Luigi Grillo, ha proposto di spostare il match dopo le elezioni contattando prima il presidente della Figc Franco Carraro e poi il ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu.
Intanto c'è da registrare la dura presa di posizione dei tifosi rossoblù di fronte alle dichiarazioni del presidente dello Spezia Calcio Giuseppe Ruggeri a Sabato Sport su Rai 2. Il massimo dirigente bianconero citando il provvedimento che vietava la disputa del match alla Spezia avrebbe commentato: «La Questura di Genova aveva annunciato di come ci fosse la possibilità che il giorno di Spezia-Genoa potessero giungere in città un elevato numero di tifosi rossoblù privi di biglietto manco fossero le orde barbariche».
Termine quest'ultimo che ha incendiato l' Associazione Club Genoani che si legge in una nota «deplora queste gravi ed offensive affermazioni esternate dal massimo esponente dello Spezia calcio, ricordando a quel signore (se mai ce ne fosse ancora bisogno) che la Tifoseria Genoana ha sempre dato dimostrazione su tutti i campi e città “invase” di una partecipazione civilmente massiccia ancorchè calorosa e folcloristica come nella tradizione e nel costume patrimoni culturali del popolo rossoblù».
(ha collaborato

Alberto Vignali)