Il retroscena Addio feeling Fiat-Milano La nuova Alfa cambia nome

Fine settimana con i creativi della Fiat al lavoro. C’è un nodo non semplice da sciogliere, quello del nome della nuova Alfa Romeo di classe media che sostituirà la «147». Le recenti tensioni sollevate dalla decisione del Lingotto di sbaraccare quel che era rimasto dell’ex polo del Biscione di Arese (Milano), con le conseguenti proteste dei 232 lavoratori del centro stile progettazione destinati a Torino, sembra abbiano convinto Sergio Marchionne ad abbandonare la decisione di battezzare Milano la nuova Alfa. Fallirebbe, a questo punto, il progetto avviato con il recente lancio della MiTo (Milano-Torino) di ricollegare idealmente la Mole con la Madonnina: un’«operazione simpatia» fortemente sponsorizzata dall’ex responsabile del marketing del Lingotto, Luca De Meo, dalla scorsa estate in forza al gruppo Volkswagen.
A tramontare, in precedenza, era stato anche il piano di creare nell’area, in occasione dell’Expo 2015, una sorta di Alfa Romeo Village per ridare lustro al Museo del marchio automobilistico. La crisi e i successivi tagli di budget hanno di fatto causato la cancellazione dell’iniziativa. Le prime avvisaglie che qualcosa a Torino stava succedendo, si sono avute ieri quanto a distanza di poche ore uno dall’altro, veniva prima annunciata e quindi annullata la diffusione, lunedì prossimo, delle immagini ufficiali della nuova Alfa Romeo.
A giorni, dunque, sarà diramato il nuovo nome del modello. Non è la prima volta che in casa Fiat si decide di battezzare diversamente una vettura. Un caso del genere, anche se per ragioni diverse, era accaduto nel 2003 all’epoca del lancio della nuova Panda. All’inizio a Torino si era pensato di chiamarla Gingo, ma la Renault si era subito inalberata ritenendo il nome troppo simile a quello della Twingo. Da qui la decisione della Fiat di optare ancora per Panda allo scopo di evitare grane legali e quant’altro. E forse è stato meglio così. Qualcosa del genere potrebbe succedere anche per il caso Alfa Milano. Marchionne, alla fine, potrebbe tornare alla denominazione provvisoria: «149».
Intanto, per l’amministratore delegato della Fiat sta per aprirsi una settimana bollente: martedì incontrerà il ministro Claudio Scajola dopo le polemiche dei giorni scorsi su Termini Imerese. Caldissimo è anche il fronte sindacale: il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, chiede al governo di utilizzare l’arma degli incentivi per convincere il Lingotto a riconsiderare i piani produttivi siciliani.