Retroscena E intanto qualcuno vede le streghe...

A una cinquantina di giorni dalla chiusura della lista dei concorrenti, il premio «Strega»... vede già le streghe. Una bella rincorsa, non c’è che dire. A cantarle belle, sono scrittori et similia. Ha cominciato Ermanno Rea, battuto l’anno scorso dall’esordiente Paolo Giordano (Mondadori), parlando di «premio sotto sequestro». Mentre Mario Fortunato (Bompiani) ha intonato il de profundis: il premio è «avvitato su se stesso e ormai all’ultimo giro». L’effetto «Grinzane Cavour», con i guai giudiziari che coinvolgono il suo patron, Giuliano Soria, hanno il loro peso, ma c’è dell’altro. Il vincitore in pectore della prossima edizione è Daniele Del Giudice con Orizzonte mobile, targato Einaudi, dunque gruppo Mondadori, dunque è alle viste la terza affermazione di fila, per questo colosso (un po’ come sta per accadere all’Inter morattiana...) capace, secondo i soliti malpensanti, di controllare un consistente pacchetto dei 400 votanti. Il gruppo Mauri Spagnol (che comprende Longanesi, Garzanti e Guanda), seccato, non manderà concorrenti. Rea e Fortunato (ma non soltanto loro) hanno invitato Tullio De Mauro (nella foto a sinistra), presidente della Fondazione Bellonci che gestisce il premio, a varare una profonda riforma. De Mauro ha chiesto di aspettare il 1º maggio, per vedere almeno chi saranno i concorrenti, e semmai, solo allora fare previsioni. E a chi chiede il voto palese ha replicato che quello segreto è una conquista delle democrazie, proprio per impedire il controllo delle persone e delle loro scelte. Comunque, dall’edizione di quest’anno (per la quale il favorito è Daniele Del Giudice, nella foto qui accanto) quest’anno gli editori non potranno più raccogliere pacchetti di schede già votate per poi consegnarli alla giuria, come accadeva in passato. «D’accordo con il comitato direttivo, da quest’anno abbiamo richiamato lettera e senso del regolamento secondo cui i voti vanno consegnati individualmente o individualmente inviati con lettera personale o telegramma. Pacchetti di schede non saranno più accettati», ha precisato De Mauro. Niente pacchetti, quindi. Quanto ai pacchi, vedremo.