Il retroscena Epifani cede alle spinte da sinistra: «Sciopero lo stesso»

RomaChi è il vero segretario generale della Cgil? Quello ufficiale, che partecipa all’incontro fra governo, imprese e sindacati e conferma «ovviamente» lo sciopero del 12 dicembre? Oppure il «segretario ombra» che, ben prima che incominci la riunione di palazzo Chigi con il governo e le altre parti sociali, afferma senza tema di smentite che lo sciopero generale del 12 dicembre «è confermato»?
Dunque, chi è il vero segretario del maggiore sindacati italiano? Domanda legittima, e tutt’altro che campata per aria se è vero - come è vero - che oggi alle ore 15 si terrà una conferenza stampa di Guglielmo Epifani per rendere note le valutazioni della Cgil sui provvedimenti anticrisi del governo, alla quale parteciperà anche il segretario della Fiom, Gianni Rinaldini. Segretario ufficiale e segretario-ombra insieme, per dire «no» alle proposte berlusconiane. La linea è chiara. «Lo sciopero del 12 dicembre è confermato, a meno che il governo non faccia quello che vogliamo noi. E credo che sarà uno sciopero di grandi proporzioni», ha detto il leader dei metalmeccanici a Firenze nel corso di un incontro con lavoratori e studenti. Nei prossimi mesi, ha aggiunto Rinaldini, la situazione diventerà «socialmente esplosiva»: precari rimandati a casa, stabilimenti che chiudono, cassa integrazione, gente che non arriva alla fine del mese. «E sarà una crisi lunga, mentre Berlusconi - ha attaccato ancora il segretario ombra - fa dichiarazioni beffarde sui consumi. Il governo, che ha trovato i soldi per le banche, trovi le risorse anche per l’emergenza sociale».
In questo frangente, il segretario ombra sembra aver preso in mano le redini della confederazione. Il segretario ufficiale partecipa alla riunione di palazzo Chigi, insieme con il governo e le altre parti sociali; ma deve adeguarsi al diktat che viene dall’ala sinistra della sua confederazione. «Cose mai viste, qui siamo alla tutela», si mormora negli ambienti sindacali più moderati. In effetti, non risulta che in passato i segretari generali della Cgil, per la valutazione delle proposte governative, abbiano avuto bisogno della presenza confortante di una «spalla» (a meno che non si trattasse del segretario generale aggiunto, figura che non esiste più). Invece Epifani non solo si porta dietro il segretario ombra, ma lo annuncia pure sul sito Internet del sindacato.
Insieme, segretario ufficiale e segretario ombra oggi diranno «no» al governo e confermeranno ancora una volta lo sciopero del 12 ottobre. Già ieri, Epifani parlava di «esposizione generica e insufficiente» delle misure da parte del governo, invitando Berlusconi a non esagerare con l’ottimismo. «Le ragioni della mobilitazione sono, ovviamente, tutte confermate», ha puntualizzato. Così andrà avanti per la sua strada, a costo di rischiare l’insuccesso (le ultime manifestazioni non sono state dei bagni di folla), e di allargare la frattura con Cisl e Uil. Ormai Epifani dice di no a tutto: l’ultimo è di pochi giorni fa, con la mancata firma della Cgil all’intesa contrattuale sull’artigianato. Sembra proprio che resterà inascoltato anche l’ultimo appello di Raffaele Bonanni. «Il 2009 sarà orribile - ha detto il segretario della Cisl - e più che protestare, bisogna fare uno sforzo per rendere unita la classe dirigente. Alla Cgil chiedo un passo indietro». Anche il ministro del Welfare Maurizio Sacconi si augura che la Cgil revochi l’agitazione del 12 dicembre, «magari non oggi ma nei prossimi giorni, alla luce dei provvedimenti che il governo varerà venerdì. È un invito caloroso - aggiunge Sacconi - che faccio alla Cgil, perché consideri senza pregiudizi ciò che proporremo». Ma a quale segretario è rivolto?