Il retroscena L’imbarazzo Oltretevere: «Quel monsignore parla solo per sé»

«Abdicazione dello Stato di diritto». È una bordata durissima quella che monsignor Agostino Marchetto, segretario del Pontificio consiglio dei migranti, lancia contro l'istituzione delle ronde di volontari a tutela della sicurezza nelle città. Una bordata «sparata» però a titolo personale, che sembra abbia provocato ieri sera qualche malumore in Segreteria di Stato.
Quella dei volontari civili, ha detto Marchetto, «non è la strada da percorrere», perché se «serve ad alimentare un clima di criminalizzazione dei migranti, non trova il consenso della Chiesa. È giusto che i cittadini si sentano al servizio del bene comune, ma per difendere i deboli». «Se si tratta invece di repressione dei reati, ciò spetta alle autorità costituite». La decisione di scegliere ex appartenenti alle forze dell'ordine, disarmati, secondo il rappresentante vaticano serve solo per «far passare una norma che aveva già sollevato critiche, anche da parte del capo dello Stato». Le parole del prelato, non nuovo a prese di posizione piuttosto dure sui temi dell’immigrazione, hanno colto di sorpresa la Segreteria di Stato. Il cardinale Renato Raffaele Martino, diretto superiore di monsignor Marchetto, si trova in questi giorni in Spagna e dunque non sapeva di questa presa di posizione.
«Sarebbe improprio attribuire al Vaticano le parole espresse dall’arcivescovo Marchetto – confida al Giornale un autorevole arcivescovo della Santa Sede –. L’impressione è che a volte il segretario del Pontificio consiglio per i migranti parli a titolo personale».
Nei piani alti della Santa Sede si attende di leggere il decreto, e se c’è preoccupazione perché non vengano criminalizzati gli immigrati, c’è altrettanta preoccupazione per gli efferati episodi di violenza che si sono registrati in questi giorni. Dunque viene giudicato eccessivo definire «abdicazione dello Stato di diritto» l’istituzione dei gruppi di volontari disarmati chiamati a vigilare sulla sicurezza delle città, contro gli stupri.
Il clima che si respirava tre giorni fa a Villa Borromeo, all’ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, durante l’incontro al quale hanno partecipato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il premier Silvio Berlusconi e i cardinali Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, e Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, descrive una situazione non certamente conflittuale. Anzi, i recentissimi tentativi operati da Berlusconi per cercare di evitare la sospensione dell’idratazione e dell’alimentazione di Eluana Englaro hanno avvicinato ancor di più Palazzo Chigi ai sacri palazzi.