Retroscena Magna e il rischio «boomerang»

La vicenda Opel potrebbe rivelarsi un piccolo boomerang per Magna. L’azienda austro-canadese, infatti, non ha una propria gamma di autovetture, ma il suo core business è la produzione per conto terzi. Attività che la vede fra i leader mondiali del settore grazie alle sue capacità di ricerca e sviluppo delle vetture, ma anche per la costruzione delle trasmissioni. Questo colosso ha come motto «Essere dove serve al cliente» e non a caso ha sedi in 12 Paesi: dal Nord e Centro America al Giappone, passando per la Russia o l’India. Fra i suoi clienti ci sono Aston Martin, Bmw, Mercedes, Porsche e Saab. Paradossalmente, uno dei primi e più affezionati è stata proprio Fiat. Rapporti che affondano, addirittura, al 1957 quando è stata lanciata la mitica “500”. «L’allora Steyr Puch – spiega Enzo Cristaldi, segretario del Registro Fiat - ottenne la licenza per fabbricare una versione in Austria che montava un motore più potente di quello italiano e che era ricercata dai gentleman driver perché si prestava alle elaborazioni per le competizioni». Più recentemente Magna Steyr ha collaborato anche per la realizzazione della trazione integrale della precedente versione della Panda 4x4 e per il progetto di ideazione della Bravo. Infine, anche il progetto della capote della nuova 500 cabrio è austro-canadese. Anche con Chrysler i legami sono stati saldi sino a poco tempo fa. In Europa il gruppo di cui Herbert Demel guida la divisione Powertrain ha collaborato per la monovolume Grand Voyager e la berlina 300C. Il brand Jeep, invece, è stato oggetto di lavoro per quanto riguarda le fuoristrada Grand Cherokee e Jeep Commander. Adesso che Magna-Opel diventa a tutti gli effetti uno dei maggiori avversari di Fiat-Chrysler, bisogna capire quali saranno le reazioni di Sergio Marchionne e dei suoi manager come l’“ambasciatore” Alfredo Altavilla. A Torino c’è già chi scommette che lo smacco subito ha irritato il Lingotto, che potrebbe avere ritorni di fiamma con partner di vecchia data.