Retroscena Il posto al governo e quello in fabbrica

BerlinoIl governo tedesco non ha ancora deciso definitivamente a chi andranno le sue preferenze fra i tre concorrenti in gara per il controllo della casa automobilistica Opel, ma i segnali che partono da Berlino indicano che per il Lingotto la strada è ancora in salita.
La coincidenza tra la vicenda Opel e il fatto che il 2009 è per la Germania un anno elettorale fa sentire il suo peso anche sulla scelta di chi, in futuro, dovrà controllare la casa di Rüsselsheim. In settembre ci saranno le elezioni politiche e la campagna elettorale è già in corso da diversi mesi. Naturale, quindi, che in un clima di caccia al voto i politici orientino le proprie preferenze verso quei piani che comportano il minore numero di sacrifici per gli elettori.
In altre parole, si guarda di più all’entità dei tagli dei posti di lavoro di oggi che alla credibilità delle garanzie di sviluppo industriale di domani. È in quest’ottica che si deve valutare l’uscita del governatore dell’Assia, Roland Koch, che senza giri di parole ha detto che il piano di Magna è preferibile a quello della Fiat. Una presa di posizione che il governo tedesco, che dovrà garantire gli aiuti finanziari ai futuri controllori della Opel, non può ignorare perché Koch è un uomo che conta. Non solo guida da dieci anni uno dei Länder più ricchi ed è il numero due della Cdu, il partito del cancelliere Angela Merkel, ma è anche un personaggio con forti legami con il potere finanziario della Germania. Venerdì mattina Koch ha partecipato alla riunione di governo dedicata a Opel e ha gettato il suo peso a favore di Magna perché il suo piano prevederebbe una riduzione degli organici inferiore a quello di Fiat.
Anche se diventata più dura per il Lingotto, la partita comunque è ancora aperta. Molto dipenderà da come i sindacati che guidano la mobilitazione in difesa dei posti di lavoro valuteranno le assicurazioni date all’ultimo minuto da Torino su una riduzione degli organici inferiore al previsto. Inoltre, non tutti i governatori dei Länder in cui si trovano gli impianti Opel sono d’accordo con Koch.
D’accordo è il governatore della Renania-Palatinato, Beck, mentre il suo collega della Renania-Westfalia, Ruettgens, ha espresso forti perplessità sulla sopravvivenza di Opel sotto il controllo di Magna o di Ripplewood.