Rette sempre più alte per le Residenze per anziani

Sono sempre più gravi le difficoltà per gli ospiti delle Residenze sanitarie assistite del Lazio. La delibera della giunta regionale numero 98 del 2007 ha gravosamente aumentato la retta giornaliera a carico degli ospiti con importi per loro insostenibili. «Per esempio - spiega il consigliere provinciale di Viterbo Francesco Battistoni (Fi) - un anziano che in precedenza corrispondeva a una struttura tipo, una quota mensile di circa 880 euro per le spese di natura alberghiera, ora si ritrova a pagare una quota variabile dalle 1.250 a 1.800 euro e oltre, in base ai parametri del reddito personale e della fascia assistenziale cui è destinato. La provincia di Viterbo è anch’essa fortemente investita da questa manovra di “rimodulazione” che la giunta ha intrapreso. Risultano coinvolte, infatti, anche le undici residenze sanitarie assistenziali distribuite in tutta la Tuscia. I circa 750 ospiti ricoverati si vedono pressati in maniera assurda e insostenibile dai nuovi importi economici che la regione intende incamerare nelle sue competenze contabili, in virtù del “Patto per il risanamento, lo sviluppo, il riequilibrio e la modernizzazione della sanità nel Lazio”».
La tipologia degli ospiti delle Residenze sanitarie assistenziali riguarda soggetti in età senile, disabili di varia natura, soggetti portatori di handicap, soggetti non autosufficienti, spesso in condizioni di marginalità sociale. «L’aspra critica che è lecito rivolgere agli estensori dell’atto deliberativo concerne in primis l’onere economico - prosegue Battistoni -. E, a seguire, le diffuse confusioni che la deliberazione sta ingenerando nell’interpretazione dei soggetti a essa sottoposti. Assistiti, aziende sanitarie, direzioni amministrative delle Rsa, comuni e le stessa Regione discutono sul testo senza addivenire a una comune lettura in grado di dirimere dubbi, incertezze, dilemmi e conflitti che ormai da alcuni mesi caratterizzano gli animi».
Numerose le riunioni organizzate da familiari, ospiti e da altre rappresentanze che invocano chiarezza nel testo di legge, e soprattutto una profonda revisione dei criteri che la giunta ha assunto. «Sempre più spesso - conclude Battistoni - le amministrazioni delle Rsa si vedono costrette a esigere la corresponsione delle rette addirittura con effetto retroattivo dal mese di maggio».