Rettore: «Ecco il mio cd trasgressivo contro la volgarità»

A undici anni dall’ultimo album ufficiale esce «Figurine». Sette brani inediti e vecchi successi come l’allusivo «Kobra». In tournée a dicembre

Antonio Lodetti

da Milano

«Vorrei che le persone smettessero di essere “figurine” e tornassero esseri umani che si parlano, si toccano, si tengono la mano». Rettore (Donatella è un optional) dopo l’esperienza televisiva de La fattoria, torna al rock con il nuovo album intitolato appunto Figurine. Dal ’94 non pubblica un intero cd, dedicandosi ad estemporanei singoli. Ora escono sette ballate nuove di zecca, dallo scatenato Konkiglia al riflessivo Presto che è tardi alla rilettura della vibrante Quanto t’amo di Johnny Halliday più i suoi classici - da Kobra a Splendido splendente - remixati e riarrangiati. «Sono figlia degli anni Ottanta, definiti gli anni del trash musicale, che oggi finalmente sono stati rivalutati, tanto che ultimamente ho vissuto grazie alle royalty dei miei dischi dell’epoca». Però guai a darle della nostalgica. «Vivo la realtà è le mie canzoni sono moderne; in un brano canto “ricordi belli e brutti io li brucerei“, chi vive di ricordi è finito. Piuttosto è vero che negli anni Ottanta c’era un altro spirito; basta vedere l’entusiasmo del Live Aid di vent’anni fa». La sua parola d’ordine è ancora e sempre trasgressione. «È uno stile di vita, ci vuole classe. Oggi sono trasgressiva nei confronti di chi crede di esserlo ed invece è soltanto volgare». Allora com’è cambiata Rettore? Non certo fisicamente, sempre ultrapiatta e ultrabionda, e neppure nello spirito battagliero. «A 20 anni il successo mi ha colto impreparata ed ero in perenne fuga dalla popolarità. Oggi sono matura, ho scritto canzoni in cui credo e lavorerò sodo per lanciarle perché ho un nuovo pubblico di giovanissimi». Già, e giovani come Andy dei Blu Vertigo e i Dr.Livingston le hanno reinciso i suoi successi nell’album Clonazioni. «Quel cd mi ha dato grande fiducia, mi sono sentita importante». A dicembre partirà il suo tour teatrale; intanto sabato, alla Notte bianca di Roma, ha dato un’anteprima dell’album in uno show acustico con la sua band. «È stato un ritorno alle origini, ai tempi in cui suonavo la chitarra acustica al Folkstudio».