Il reverendo Scalfaro dai silenzi con i pm alle preghiere pro Cav

Dai pm di Palermo alla lectio magistralis sulla Costituzione il passo è breve. Oddio, a ben vedere, in molti potrebbero trovarsi in difficoltà a far convivere le due realtà a poche ore di distanza, ma per lui è una passeggiata di salute. Perché lui, Oscar Luigi Scalfaro, 92 anni suonati, e una vita iniziata quando ancora la prima guerra mondiale doveva finire, è un gioco da ragazzi raccontare in qualità di teste gli intrecci fra Stato e mafia oltre agli attentati e alle stragi del ’93 e ’94 per poi passare ai convenevoli con Bersani, padrone di casa nella sede Pd, dove l’ex ministro del lavoro Cesare Damiano aveva organizzato la lectio di Oscar.
E infatti il prode Scalfaro, ex capo dello Stato, senatore a vita, ex ministro ed ex tutto è passato dalla conversazione con i magistrati di Palermo ai quali non è dato sapere cosa abbia detto perché secretato, a quella con il Signore. Perché Scalfaro, a detta di Scalfaro, pregherebbe per Berlusconi. Ogni sera. «Tu che hai dato a quest’uomo intelligenza e capacità, fai che le indirizzi anche per fare delle cose buone». Mistero sulla risposta. Non è un mistero invece cosa abbia detto a Bersani che è sotto gli occhi, pardon le orecchie, di tutti.
Elogi, naturalmente. Per lo stile e la pacatezza. Perché «quando si perdono le staffe - e a volte si ha il diritto di perderle - bisogna stare attenti perché se si usano un linguaggio e un tono che mancano di educazione viene fuori un passato che non è il caso di mettere in vetrina». Ma ha parlato il garante della Costituzione o del bon ton?