Il Revisore di Gogol feroce satira della Russia eterna

Allo Strehler la tragedia dell’onestà

Milano abbraccia Pietroburgo. Lo fa con Il revisore di Gogol, messo in scena al Piccolo Teatro Strehler oggi e domani con la regia di Valery Fokin, direttore artistico del teatro Alexandrinsky dell'antica capitale russa. L'Alexandrinsky è il più antico teatro russo, fondato nel 1756 dall'imperatrice Elisabetta, che voleva farne il centro culturale della capitale, sull'esempio di Parigi. A un primo sguardo, il Revisore appare come un'opera comica, un vaudeville. Dalla sua prima produzione, nel 1836, allo stesso Alexandrinsky, è stato messo in scena come una satira spensierata che ha per protagonisti sciocchi e impostori. Molti grandi attori (quasi tutte le star del teatro russo hanno recitato almeno una volta nel Revisore) scolpirono personaggi realistici e sfaccettati, tormentati da scrupoli di coscienza dietro alla maschera comica. Tuttavia Gogol ha lasciato un manoscritto, L'Ispettore Generale messo a nudo, nel quale spiega l'essenza dell'opera perché percepì che non era mai stata compresa. Gogol la intese come una tragedia che ha per protagonista una città dell'anima, nella quale le passioni umane sono lasciate libere, al solo scopo di essere distrutte dalle risate del pubblico. Gli spettatori sono chiamati a interagire con il dramma che si svolge sul palcoscenico, con un ribaltamento di ruoli che cambia il normale rapporto pubblico/attori: Khlestalkov, il personaggio più importante, dovrebbe essere rappresentato da un fantasma, non più reale del campanello della troyka che alla fine lo conduce via.
Il Revisore
Teatro Strehler in largo Greppi
Prezzo 28,5/37
Infoline: www.piccoloteatro.org