Revocate le strisce blu

Con un «colpo di mano» l’agenzia per il traffico si era impossessata di ben 900 posti liberi

Alessia Marani

Sta spa «asso pigliatutto» bloccata a Tor Vergata. «No» secco dell’VIII Municipio alla trasformazione dei 900 parcheggi del nuovo Policlinico in sosta a pagamento. Un colpo di mano tentato dall’azienda per la mobilità del Comune di Roma in accordo con la direzione del polo sanitario, sventato sul foto-finish dal parlamentino di via Cambellotti che, almeno per ora, ottiene la sospensione «provvisoria» della convenzione. Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio. Così il presidente dell’Ottavo, Giuseppe Celli, si è affrettato a convocare un incontro in giunta per l’11 luglio con i vertici di Sta, Università e Policlinico: «Per mettere nero su bianco - dice - il veto definitivo al pay-parking. Sarebbe il primo caso di strisce blu nel nostro territorio, una periferia dove i cittadini sono alle già prese con tante difficoltà e disagi. Ci mancava pure la tassa sul malato». E già perché secondo il progetto della poco amata Sta (secondo recenti sondaggi gli ausiliari al traffico avrebbero già superato di gran lunga i «cugini» pizzardoni nella classifica nera dell’immaginario dell’automobilista targato Spqr) chiunque avesse avuto necessità di lasciare la propria auto nell’area del Policlinico, dipendenti, malati o accompagnatori, avrebbe dovuto pagare dazio per giunta decisamente salato: 1,25 euro per le prime due ore di sosta non frazionabili, aumentate di 50 centesimi per ciascuna delle ore successive; fino a un massimo di 5 euro per le 24 ore. Insomma, dopo il danno (essere ammalati, avere un caro che sta male, doversi precipitare in pronto soccorso o in ambulatorio per un controllo specialistico), la beffa del pedaggio obbligatorio.
«Ci siamo subito opposti - spiega Celli -. Ci è sembrata un’iniziativa a dir poco spregiudicata, davvero non effettuata nell’interesse dei cittadini. Ho scritto anche al sindaco Walter Veltroni e al governatore della Regione Piero Marrazzo per metterli al corrente dell’accaduto, per informarli della contrarietà dei residenti del municipio e degli utenti della struttura. Non vorremmo avere ulteriori spiacevoli sorprese».
Contro «parcheggio a pagamento» si erano scagliate nei giorni scorsi numerose associazioni e comitati di quartiere. A Veltroni e Marrazzo, con nota 22 giugno numero 41670, Celli scrive: «Numerose denunce giungono dalle organizzazioni politiche territoriali ma ancor di più dai cittadini che si vedono scippare un parcheggio libero (...) Non si può non tenere conto della particolare utenza che si reca in ospedale, luogo dove i tempi di permanenza sono piuttosto lunghi. Più volte questa amministrazione ha chiesto di incrementare i parcheggi, a oggi insufficienti per il grande flusso di persone che si concentrano tra il Polo sanitario e l’Università creando enormi problemi di viabilità e sicurezza. Non credo che la soluzione trovata sia idonea al superamento dei problemi esistenti».
«Pensiamo - aggiunge Celli - a un multipiano, oppure a soste a raso. Di questi, un domani, una quota potrebbe essere destinata a guardiania e pagata. L’11 luglio vogliamo firmare un accordo in cui la Sta rinunci una volta per tutte ad accaparrarsi i pochi e unici posti liberi». Insomma, nel 2000 a Tor Vergata finalmente inaugura il Policlinico, su un’area di oltre un chilometro quadrato sorgono pure i 900 parcheggi. Troppo pochi, ne servono altri. Ma il Campidoglio ha altro da fare. Non c’è problema, ci pensa l’agenzia per il traffico. A montare in fretta e furia casse automatiche e manuali, per facilitare le operazioni di pagamento, però.

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