Revolución in caserma: la ministra ordina uniformi per sole donne

da Madrid

Doveva probabilmente arrivare una donna a capo di un ministero così maschile come quello della Difesa per capire che le più di 15mila donne soldato spagnole, in quelle uniformi disegnate per corpi da uomo, non ci stavano affatto comode. Ed infatti Carme Chacón, classe 1971, neoministra, neomamma e soprattutto donna, lo ha visto ed è corsa ai ripari. «Abbiamo l'obbligo urgente di adattare le uniformi alle necessità delle donne», ha detto la politica catalana in una conferenza stampa dove lo sfondo lo formavano soldatesse appartenenti ai tre eserciti spagnoli: aire, tierra e armada.
La ministra è andata dritta al sodo ed ha annunciato di avere già pronto un protocollo che Difesa e Sanità firmeranno per risolvere congiuntamente il problema. Il ministero della Sanità metterà infatti a disposizione della Difesa i suoi - discussi - studi sull'anatomia femminile per disegnare le nuove uniformi.
Il problema non è minore, se si pensa che quello spagnolo è il secondo esercito europeo per percentuale di donne rispetto agli uomini (il 12,3% del totale), preceduto solo dal francese, che vanta un 14% di presenza femminile. Chacón lo ha capito subito, ma ha affidato la soluzione del dilemma ad un altro ministero che si spera sarà all'altezza del problema. Fece infatti scalpore qualche mese fa la pubblicazione da parte del ministero della Sanità di uno studio che categorizzava l'anatomia della donna spagnola in tre possibilità: il cilindro, la campana e la clessidra.
Il controverso studio della morfologia delle spagnole era partito in quel caso dalla volontà di creare modelli universali di riferimento per l'industria tessile per creare taglie uguali per tutte le marche e combattere così, in qualche modo, l'anoressia. Nonostante siano passati mesi dalla discussa presentazione - che più di un interrogativo ha sollevato tra le spagnole che non si sono sentite rappresentate in nessuno dei tre modelli - le marche spagnole non hanno ancora fatto loro i consigli del ministro.
In attesa che la Sanità decida ora a che modello rifarsi per disegnare le nuove uniformi femminili, la ministra ha annunciato anche che creerà una commissione «di genere» preposta a stabilire se le infrastrutture (per esempio i bagni) e l'organizzazione (le ore di studio e riposo) militari si adattino ai soldati di ambo i sessi o se siano ancora prodotto di un retaggio culturale che vedeva l'esercito come un'istituzione per soli maschi.
Durante la conferenza stampa - che commemorava i 20 anni dell'ingresso delle donne nell'esercito spagnolo - la ministra ha poi annunciato un «Piano Globale di corresponsabilità dei membri delle forze armate» per fare sì che uomini e donne abbiano stessi diritti e doveri nel conciliare la vita familiare e quella militare. Ormai è chiaro: stessi diritti, diversa morfologia.