Da Rho al pop britannico: la favola di Cristina Donà

La cantante in concerto a Milano dopo i successi di Londra: canto in inglese ma adoro l’italiano

Buona parte della musica inglese degli ultimi trentacinque anni è passata per le sue mani e lui, da viaggiatore inesausto tra armonie e stili, ha sempre saputo creare una sintesi personale, capace di attirare i consensi del pubblico da classifica, così come quello dal palato «indie», della critica con il sopracciglio alzato, ma anche di quella meno rigida. Paul Weller è, insomma, un perfetto animale da musica e non stupisce, dunque, vederlo sfornare album a getto continuo. L'ultimo - 22 Dreams, il nono da solista - ha festeggiato il suo cinquantesimo compleanno ed è entrato al primo posto nel Regno Unito. Dove, nemmeno da dire, Weller (il «modfather», come lo chiamano da quelle parti, alludendo al suo ruolo di guru della generazione mod sul finire dei Settanta) è pressoché un'istituzione.
Qui in Italia, l'ex Jam ed ex-Style Council è seguito da un popolo agguerrito e fedele, che sicuramente non mancherà di fare sentire la propria presenza a Villa Arconati di Castellazzo di Bollate, questa sera, nell'unico concerto italiano del proprio idolo.
Nella cornice seicentesca della villa alla periferia nord di Milano (il Festival ha preso il via il 27 giugno con il versatile cantautore romano Daniele Silvestri), Paul Weller porterà un repertorio variegato, per lo più incentrato sull'ultima fatica discografica e sulle più recenti creazioni da solista, senza dimenticare, sperano i fan, qualche nostalgico balzo all'indietro, all'era Jam: All Mod Cons resta una pietra miliare in piena stagione punk e degli Style Council resta indimenticabile Cafè Bleu con Mick Talbot. Con 22 Dreams, Weller ha sfornato un'opera dalle spalle larghe: doppio cd ricco di ventuno canzoni, un «concept album» come da tempo non se ne fanno più, realizzato ricorrendo a qualche illustre collaborazione, come ad esempio Noel Gallagher degli Oasis, con il quale Weller ha composto il singolo di lancio Echoes Round The Sun, un brano che, in forma embrionale era da anni nel cassetto di Gallagher, e che Weller ha trasformato in canzone compiuta. 22 Dreams è, dunque, una bella sfida in un'epoca di download dalla rete, acquisiti mirati ai singoli brani da iTunes e insomma di febbre da «tutto e subito, e per poco tempo» che attanaglia le giovani generazioni.
Quelle che non sembrano prevedere un ascolto meditato, da poltrona, della musica. Anche quella considerata pop, come quella di Weller non si è mai vergognata di definirsi. Inseparabile dalla propria chitarra Gibson, Weller viaggerà sulle armonie acustiche ed elettriche, pop, folk e persino afro jazz e milonga argentina di canzoni come «Light Nights» e «Night Lights» (i brani che aprono e chiudono l'album), Why walk when you can run, dedicata all'ultimo nato di casa Weller, il piccolo Mac, 22 dreams, Push it along e Have You Made Up Your Mind.
Villa Arconati
stasera alle 21.30
Ingresso 30 euro
Info Tel. 02 35005575