Riabbraccia la mamma dopo 50 anni

Igor Traboni

Ha ritrovato la madre adottiva, la sua vera madre perché quella naturale non l’ha mai conosciuta, per puro caso, dopo aver incrociato a Firenze un autobus di pellegrini provenienti dalla Ciociaria. E così dopo 50 anni ha riabbracciato quella donna che fu costretta ad abbandonarlo per le ristrettezze economiche del dopoguerra, ma che non ha smesso mai, neppure per un giorno, di pensare a quel bambino.
La storia ha inizio poche settimane fa a Firenze, dove vive Claudio Remini, 60 anni, fratello laico presso una parrocchia, dove aiuta il sacerdote, svolge mille lavori da sagrestano ma non dice Messa, perché non è stato mai ordinato prete. All’improvviso Claudio vede un bus targato Frosinone e sulla fiancata il nome del paese di provenienza, Castelliri. Si avvicina e, timoroso, comincia a raccontare la sua storia: ero un bambino orfano, stavo al Don Orione di Roma, e una famiglia di Castelliri mi prese in affidamento. Ma quando avevo dieci anni, mi riportarono al brefotrofio di Roma perché non avevano da sfamare neppure i figli naturali. Poi racconta della sorellina dell’epoca, Marisa, dell’altra sorellastra più grande, Santina, ma soprattutto della mamma Annunziata. Ricorda tutti i nomi, come se avesse lasciato quella casa solo ieri. Fornisce anche altri particolari sulla grande casa dove vivevano tutti insieme, poveri ma felici. A sentire quei nomi, così comuni ma comunque così particolari in un paese dove ci si conosce un po’ tutti, uno dei pellegrini ciociari capisce che Annunziata è proprio lei, la pensionata che abita nel centro storico di Castelliri e che tutti quanti chiamano Nunziata.
Claudio contatta la signora Annunziata e una settimana fa arriva in paese, per un abbraccio lunghissimo, bagnato da un fiume di lacrime, dopo 50 anni di separazione. «Erano tempi duri - racconta la signora Annunziata - qui in paese non c’era niente, mio marito emigrò in Belgio per cercare lavoro, ma io non potevo sfamare tre bambini. A malincuore riportai Claudio a Roma, al Don Orione, ma ho sempre pensato a quel bambino, l’abbiamo anche cercato, ma non avevamo molti elementi per ritrovarlo. Però ho sempre sperato che un giorno lo avrei rivisto e questo incontro per me è stato un dono del cielo. Ormai sono anziana, ma sono contenta che la vita mi abbia regalato quest’altra gioia».