Riaccese le luci rosse ai giardini Coco

Roberta Bottino

Sodoma e Gomorra nel pieno centro cittadino, a pochi metri dalla questura. Depravazione e degrado regnano incontrastati tra il verde dei giardini Coco, da tempo ritrovo esclusivo di pervertiti, maniaci e omosessuali. Si appostano ad ogni ora del mattino e del pomeriggio in diversi angoli del parco, e facendo squillare i cellulari segnalano la loro presenza. Solitamente quando una coppia gay compie atti sessuali, un terzo uomo osserva e controlla tutt'intorno. Da parecchi anni questo è l'unico film che viene proiettato tra gli alberi e le siepi dei Coco. A periodi alterni i maniaci popolano quel parco della vergogna e se ne appropriano con prepotente cinismo. Un importante polmone verde del centro di Genova off limits per mamme, bambini, pensionati e chiunque desideri fare una passeggiata nel parco. Un'assurdità, un vero e proprio scandalo, se solo si pensa che proprio nei pressi di quei cancelli s'innalza l'imponente palazzo della questura.
Nessun controllo, e quel che lascia perplessi è l'indifferenza degli enti locali. L'assessore all'ambiente Luca Dallorto afferma che non è di sua competenza il problema legato alle «malsane» frequentazioni dei Coco. Il responsabile dell'Upg (ufficio prevenzione generale) della questura di Genova, Cosimo Cavalera si giustifica: «I controlli vengono effettuati e sono state fatte anche parecchie denunce - dice -, ma non appena l'attenzione delle forze di polizia scende un po', ecco che gli spiacevoli episodi sessuali riprendono». I giardini Coco a detta di Cavalera sono uno dei ritrovi gay più famosi in tutta Italia. Il comandante dei vigili urbani Gianfranco Del Ponte cade dalle nuvole. Il presidente di circoscrizione Pasquale Ottonello promette d'intervenire. La «vergogna» del parco di corso Aurelio Saffi sembra piombare come un fulmine a ciel sereno sulle autorità locali che dovrebbero, e il condizionale è d'obbligo, porre la parola fine su quel peccaminoso via vai di uomini. Invece nulla. Da anni impera solamente un silenzio fatto d'indifferenza.
Il signor Michele Gennuso, il «volontario» giardiniere che ha adottato dal 2000 il parco, prendendosi cura delle piante e sforzandosi di tenere puliti quei giardini, si reca quotidianamente ai Coco. Agli abituali frequentatori del parco però l'anziano settantenne proprio non piace. «Mi danno fastidio - dice Gennuso -. Sono spesso vittima anche di scherzi piuttosto pesanti. È capitato che riempissero con escrementi il gabbiotto dove mi cambio». In queste ultime settimane la paura di continue minacce e ritorsioni ha impedito al giardiniere dei Coco di recarsi nel parco vicino alla questura. Il consigliere comunale di Alleanza Nazionale Giuseppe Murolo ha già annunciato un'interpellanza per conoscere i motivi del totale disinteressamento del Comune di Genova. «È inconcepibile che non si riesca a porre freno a questo scandalo - tuona Murolo -. È assurdo che non si possa controllare e mettere in sicurezza un parco pubblico nel pieno centro della città».