Riace, dopo 35 anni caccia al terzo bronzo

Secondo un ricercatore calabrese sarebbero spariti uno scudo, una lancia e un’altra statua

da Reggio Calabria

Un terzo Bronzo di Riace, più uno scudo e una lancia. Finora per tutti era solo una leggenda urbana. Ma ora il mistero prende corpo e scatena una caccia agli altri reperti che sarebbero stati ripescati 35 anni fa in fondo al mare insieme ai due bronzi del V secolo avanti Cristo. Reperti che avrebbero valore inestimabile, e che sarebbero però scomparsi nel nulla dopo essere emersi dallo Ionio calabrese.
L'ipotesi è stata avanzata da Giuseppe Braghò: lo studioso calabrese ha raccolto documenti nell’archivio storico di Reggio Calabria che avvalorerebbero l’incredibile rivelazione. Tra questi la foto di Braghò ha rilevato che la statua ritratta non assomiglierebbe per nulla ai bronzi ora custoditi al museo di Reggio Calabria. Lo stesso Stefano Mariotti, il sub che scoprì i bronzi, nella sua prima relazione del 17 agosto del 1972 parlava di «un gruppo di statue».
Sempre Mariotti segnalava la presenza di due statue che «si conservano perfettamente» mentre nella foto inedita in possesso di Braghò ci sarebbe «un bronzo irriconoscibile». Il sub calabrese che rinvenne i bronzi nella sua relazione parlò inoltre del rinvenimento di uno scudo di cui, poi, evidentemente si sono perse le tracce.
Proprio per fare piena luce su quanto avvenuto 35 anni il ministero per i Beni culturali ha avviato una indagine che è stata affidata ai carabinieri del Nucleo per la Tutela del patrimonio artistico. Nei giorni scorsi i militari hanno già ascoltato alcune persone, tra cui lo stesso Braghò, e hanno acquisito tutto il materiale che costituisce l'inchiesta portata avanti dallo studioso. Inoltre i carabinieri hanno ascoltato anche il giornalista della Rai Franco Bruno che 26 anni fa si occupò della vicenda della sparizione di materiale storico durante il ritrovamento dei bronzi di Riace. «Nel corso di un’intervista fatta nel 1981 - spiega Bruno - ebbi modo di vedere due foto: in una c’era una lancia spezzata, nell’altra si vedeva uno scudo circolare».
Una dichiarazione, che se confermata, avvalorerebbe l'ipotesi secondo la quale il materiale scomparso nel corso del recupero dei bronzi di Riace si troverebbe ora in America nel museo del miliardario Paul Getty.
Già da tempo Braghò sosteneva che bisognava vedere più chiaro nel ritrovamento dell'agosto del 1972. Ma non solo in ciò che è già stato portato alla superficie. Il ricercatore calabrese è convinto che occorrerebbe compiere nuove e più approfondite ricerche nel mare adiacente al luogo dove vennero ritrovate le due statue. Nella sua inchiesta Braghò parla di una nave dell'Università del Texas che scandagliando quel tratto di mare nel 2004 tracciare degli approdi Magno-Greci, segnalò delle presenze metalliche nei fondali.