"Rialzati, Italia". E il Cavaliere spiazzò gli esperti

slogan e marchio elettorale del nuovo partito

Milano - È stato Silvio Berlusconi a inventare il primo slogan della campagna elettorale. «La sinistra ha messo il Paese in ginocchio. Rialzati, Italia!» è frutto della fantasia del leader del neonato Popolo della libertà. Gli uomini che lavorano alla comunicazione politica del Cavaliere gli hanno presentato una cinquantina di headlines, proposte di titoli da lanciare per le affissioni. «Lui le ha guardate tutte, ci ha pensato su dieci minuti e si è inventato il “Rialzati, Italia!”» racconta uno dei collaboratori esperti di grafica che lavora al suo fianco dai tempi della discesa in campo.

Niente foto, perché protagonista è il nuovo simbolo del Popolo della libertà: il tondo metà azzurro e metà bianco, diviso dal tricolore e con la scritta “Berlusconi presidente”. Il Cavaliere punta molto sull’effetto novità del Popolo della libertà e del marchio. E proprio per non distogliere l’attenzione dal simbolo, evitare confusioni e lanciarlo sulla scena politica e nelle case degli italiani, ha voluto che fosse protagonista dei manifesti di sei metri per tre che saranno affissi sui muri di tutta Italia dal 18 febbraio al 3 marzo, quando scatterà la seconda fase della campagna, con nuovi manifesti che andranno avanti fino al 13 marzo, quando saranno oscurati dalla par condicio.
Pennarello in mano, Berlusconi ha fatto personalmente anche ritocchi al simbolo, ampliando il lato destro del tricolore (così che la fascia fosse più movimentata e aggraziata) e riducendo la grandezza della scritta «Berlusconi presidente». Ha chiesto consiglio anche a un gruppo di giovani, gli under 35 di Forza Italia che sono andati a trovarlo nella sua casa milanese, con l’obiettivo di trovare una soluzione che fosse «la più chiara possibile per tutti, a tutte le età».

Un simbolo nuovo, infatti, potrebbe comportare maggiori rischi di annullamento della scheda, soprattutto da parte degli anziani. Per limitare al massimo i rischi di dispersione, comunque, saranno al lavoro «i difensori del voto», oltre centomila persone che seguiranno un corso di una settimana per evitare confusione e brogli (il coordinatore dell’iniziativa è l’eurodeputato e sindaco di Arconate, Mario Mantovani). E poi si fa presto a dire azzurro. Il simbolo definitivo del Popolo della libertà è stato approvato dopo aver passato sotto la lente centoventotto versioni e cercando di ottenere un punto di colore che fosse ben distinguibile sulla scheda elettorale, considerando le dimensioni contenute del simbolo. All’ultima, la centoventinovesima, è stato dato il via libera ad Arcore proprio ieri.

Accantonato il logo dei Circoli depositato da Michela Vittoria Brambilla (perché il corpo era troppo sottile), in un primo momento Alleanza nazionale pensava di riproporre il vecchio simbolo della Casa della libertà modificando solo la scritta. Alla fine però è prevalso il desiderio di inventare qualcosa di diverso, che segnasse una rottura chiara con il passato. E anche se è stato mantenuto un carattere pesante, lo stampatello è stato allungato e allargato per ingentilirlo e renderlo più nuovo.