Riappaiono gli «Spettri» familiari di Ibsen

Il regista Lorenzo Loris propone il testo dell’autore norvegese tradotto da Claudio Magris

Non è un caso che al fianco dei capolavori shakespeariani, le commedie di Henrik Ibsen siano le più rappresentate al mondo; un autore intrigante che continua e parlare all’uomo, coniugando paradossalmente la classicità con l’avanguardia, la visione tradizionale del mondo con uno spirito rivoluzionario orientato verso le cifre stilistiche e i contenuti. Lorenzo Loris, dopo aver dedicato la sua poetica alla drammaturgia contemporanea affrontando la parola di grandi autori moderni, non ultimo Lars Noren, si consacra alla bellezza del testo considerato monumento di tutto il teatro del Novecento. È con Spettri di Henrik Ibsen che Lorenzo Loris, il regista storico della compagnia del Teatro Out Off, avvalendosi della traduzione di Claudio Magris presenta, dall’8 gennaio sulla scena di casa, l’allestimento del testo che per l’autore norvegese ha rappresentato la dimostrazione dell’affermazione che lo stesso annotò durante la stesura del lavoro: «Pretendere di vivere un’esistenza autentica e di sviluppare nella sua pienezza la propria personalità è una megalomania». Dopo aver soggiornato per lungo tempo tra Roma e Parigi, Osvald (Mario Sala) torna a casa in occasione dell’inaugurazione di un asilo fatto costruire dalla madre Helene Alving (Elena Callegari) in onore del defunto marito, il Ciambellano Alving. Anche il pastore Manders, molto vicino alla famiglia Alving e del quale la signora Helene è sempre stata segretamente innamorata, partecipa all’evento; inevitabile lo scontro sul valore della vita morale tra il pastore, interpretato sulla scena da Antonio Zanoletti, persona contradditoria, apparentemente moralista ma grande conoscitore della materia umana e Osvald. Questo è il diverbio dal quale spuntano tante verità scomode sulle quali vengono posti i riflettori. Ancora una volta Ibsen consacra la sua scrittura magistrale per rappresentare, attraverso la parola, il sacrificio dell’esistenza di uno dei suoi personaggi in nome di un dovere morale; Se vivere - dice Ibsen - significa lottare contro i propri demoni, egli si domanda pure se l’uomo non sia invece il proprio stesso demone e dunque non possa combatterlo. Lorenzo Loris, ha lavorato incorniciando l’azione da una scenografia molto astratta: «Durante queste festività - racconta il regista - abbiamo affrontato un debutto sperimentale in Toscana, allo scopo di comprendere il nostro livello di preparazione; la scelta scenografica è stata azzeccata anche se la struttura è ancora in fase di perfezionamento per consentire un impatto visivo più importante».
Spettri di Henrik Ibsen
Teatro Out Off
via Mac Mahon 16
dall’8 gennaio al 3 febbraio
Prenotazioni tel. 02.34532140