Riappare la mitica Atlantide: le rovine viste su Google Earth

Avvistata con <em>Google Ocean</em> una &quot;griglia&quot; che sembra quel che
resta di una città, vista a tre miglie e mezza di profondità
in pieno Atlantico. Il mito del continente sommerso sembra riemergere. E affascina più che mai: un ingegnere aerospaziale ha individuato Atlantide a 620 miglia dalle coste del nord Africa, in prossimità delle Isole Canarie

New York - Tutta l'ebrezza del mito di Atlantide ritorna prepotente ai giorni nostri. Una "griglia" che sembra quel che resta di un'antica città, è stata avvistata a tre miglie e mezza di profondità in pieno Atlantico da Google Ocean, un nuovo servizio di Google Earth. E, secondo il tabloid inglese The Sun, si tratterebbe del continente sommerso la cui esistenza non è mai stata provata. Ma lo stesso motore di ricerca ha, subito, avvertito che non vale la pena disturbare Platone. Si tratterebbe semplicemente delle tracce sonar lasciate dalle navi che rilevano i dati sui fondali marini. A distanza di secoli il mito di Atlantide continua ad affascinare

Il "ritrovamento" di Atlantide Apparve Atlantide. Immenso, isole e montagne, canali simili a orbite celesti. Cantava così Franco Battiato ricordando la mitica isola che, governata dal re Atlante, tornò nell'acqua nell'arco di una notte. Oggi quel mito sembra riemergere dalle tenebre. Più affascinante che mai. E con esso il sapore del nettare olimpico che narra di eroi passati e leggi dimenticate. Grazie all'utilizzo delle speciali mappe fornite da Google, infatti, alcuni esperti dicono di aver individuato in fondo all'Oceano Atlantico le antiche rovine della città sommersa (nella foto grande). Sbirciando i rilievi effettuati sul motore di ricerca un ingegnere aerospaziale, Bernie Bamford, ha "individuato" Atlantide. Si troverebbe a 620 miglia dalle coste del nord Africa, in prossimità delle Isole Canarie. Avrebbe una superficie di circa 20mila chilometri quadrati. Una delle teorie sulla sparizione di Atlantide è che essa sia stata inghiottita dal mare in seguito a un terremoto.

Il mito raccontato da Platone "Innanzi a quella foce stretta che si chiama colonne d'Ercole, c'era un'isola. E quest'isola era più grande della Libia e dell'Asia insieme, e da essa si poteva passare ad altre isole e da queste alla terraferma di fronte. In tempi posteriori, essendo succeduti terremoti e cataclismi straordinari, nel volgere di un giorno e di una brutta notte tutto in massa si sprofondò sotto terra, e l'isola Atlantide similmente ingoiata dal mare scomparve". Nel 421 a.C. Platone racconta, nel Timeo, di come i sacerdoti egizi avessero raccontato a Solone di una monarchia con immense mire espansionistiche. Una monarchia che affonda le proprie radici nell'amore di Poseidone per la bella Clito. Per lei il dio marino "recinse la collina dove ella viveva, alternando tre zone di mare e di terra in cerchi concentrici di diversa ampiezza, due erano fatti di terra e tre d'acqua". Per generazioni la legge dimorò nei principi divini. Poi la disfatta: il carattere umano s'insinuò nei cittadini di Atlantide che non  furono più capaci di sopportare la felicità. E fu la fine.