Riapre l’anfiteatro romano con «Canti dell’Orestiade»

Ha ripreso miracolosamente vita cinque anni fa quando, una tiepida sera di settembre, Giorgio Albertazzi vi ha interpretato alcuni frammenti del suo celebre Memorie di Adriano. Fino ad allora, per oltre due millenni, il Teatro di Tusculum aveva taciuto, in attesa che i lavori di scavo attivati nell’omonima area archeologica (incastrata tra i comuni di Frascati, Grottaferrata e Monte Porzio e di proprietà della Comunità Montana Castelli Romani e Prenestini) gli restituissero la sua antica funzione. Adesso, dopo i rari ma pregevoli eventi artistici qui svoltisi negli ultimi anni, la suggestiva cavea romana costruita nel 75 a C. torna ad animarsi grazie a un solido progetto di collaborazione con l’Istituto del Dramma Antico di Siracusa che ha permesso, complice la consulenza artistica di Salvatore Aricò, di portare a Tusculum (questa sera e domani alle 21) lo spettacolo Canti e Suoni dell’Orestiade, già presentato in Sicilia a maggio e ispirato alla ben nota trilogia eschilea. Due sole repliche che, al di là del loro valore intrinseco, fanno ben sperare nella messa a punto, per l’estate 2009, di una vera e propria stagione di teatro antico articolata su più titoli. Info: 06/9470820 - 94970944.