Riapre il mercato delle bici rubate

A un anno dalle retate tornano in piazza Cantore i ladri di due ruote

Gianandrea Zagato

C’è pure chi la offre scontata, ottanta euro invece di centotrenta. Qualcosa come il sessanta per cento in meno. «È un affare da prendere al volo» confida il venditore. Già, è un super affare se non ci fosse di mezzo un piccolo dettaglio: alla bici del nostro desiderio manca una ruota, quella rimasta incastrata con la catena nella ringhiera del metrò. E sarebbe un bell’affare se non ci fosse poi un altro dettaglio non da poco: quella mtb in alluminio color grigio-verde misura 46 con tanto di cambio shimano è rubata. Sottratta come le altre nove bici offerte ieri al mercatino di piazza Cantore, che ha riaperto i battenti e sempre di sabato mattina.
Ritorno sul luogo del delitto di quella pattuglia di magrebini con supporter italiani che, nei mesi scorsi, era sparita grazie ai blitz delle forze dell’ordine e alle proteste dei residenti. Mercato che comunque garantisce Emiliano Bezzon, comandante dei ghisa, avrà «vita breve»: «Siamo sorpresi perché credevamo di aver stroncato il problema con lo spostamento alla fiera di Senigallia dove gli abusivi non possono entrare e con i nostri pattugliamenti».
Aspettando fra sette giorni l’azione di bonifica del territorio, non resta che annotare i punti salienti di questo mercato impossibile o quasi da quantificare: le bici sono raggruppate alle spalle del casello daziario di porta Genova; il prezzo di una due ruote va dai cinquanta euro per un modello da donna senza cambio ai duecento per una mountbike in alluminio idroformato con cambio Campagnolo e sellino con gel e, infine, è consentita sul posto la prova sellino ma, attenzione, l’operazione di compra-vendita deve avvenire nel giro di due, tre minuti massimi. Gli affari vanno a gonfie vele, naturalmente: non resta una-bici-una alla fine della giornata.
«Segno che il mercato tira ma è difficile quantificare il valore del furto poiché sono ancora troppo poche le persone che sporgono denuncia» notano dalla Questura: «Spariscono pure le bici malandate, “ferrivecchi” che non si pensa mai possano interessare qualcuno». «Ferrivecchi» più che appetibili e che al mercato di Senigallia si trasmettono da ladro a compratore con nemmeno quindici euro». Trentamila vecchie lirette in cambio di una possibile denuncia per ricettazione, come quella comminata a due studenti milanesi ritrovati in quel di Imperia in sellino a bici rubate e riconosciute dal proprietario, anche lui di Milano, per alcune ammaccature che i giovani avevano inutilmente tentato di sistemare alla bella e meglio. E proprio i segni particolari sono quelli che consentono ai derubati di tornare in possesso del proprio veicolo a due ruote, «sarebbe buona cosa marchiare indelebilmente le bici» suggeriscono da via Fatebenefratelli, mentre tra i ghisa si fa largo un’idea: targare le quattrocentomila biciclette milanesi, come si fa da parecchio tempo in Svizzera. Soluzione possibile ma, suggeriscono i venditori di piazza Cantore, quel che serve è solo una «robusta catena». Magari, quella che rivendono a tre euro ma senza la chiave.