Il riarmo di Gheddafi porta soldi a Finmeccanica

Missili anticarro e apparati per le comunicazioni protette, il tutto per un valore complessivo di 296 milioni di euro. E questo è solo l'inizio della grande corsa al mercato della difesa libico. La Libia ha bisogno di tutto, lustri di embargo hanno in messo in ginocchio le forze armate e quelle di sicurezza. Parte del vecchio materiale d'armamento è semplicemente a pezzi o obsoleto e deve essere quindi sostituito. È il caso dei missili, che hanno una «vita» predefinita, dopo di che si buttano. Ecco che Gheddafi si è comprato 168 milioni di euro di missili Milan, probabilmente in una nuova versione ampiamente migliorata. Si tratta di un’arma moderna, che pesa 7,5 kg, ha una gittata massima di 3 km, una testa di guerra perforante da 115 mm pesante 3,4 kg che può essere impiegata anche contro bunker o fortificazioni, oltre che contro mezzi corazzati. Il missile buca un metro di corazza d'acciaio o penetra in 2,5 metri di cemento e poi esplode. È anche dotato di un nuovo sistema di puntamento diurno/notturno, l'Adt, che permette di lanciare il missile dall'affusto in modo remoto.
Il contratto è stato assegnato ad Mbda, società missilistica europea le cui azioni sono detenute al 37,5% dalla britannica Bae Systems, al 37,5% da Eads ed al 25% da Finmeccanica. Il missile in questione però è francese, sarà prodotto in Francia. Bae e Finmeccanica beneficeranno di questa commessa essenzialmente sotto il profilo finanziario, il coinvolgimento industriale sarà minimo.
La Libia ha anche acquistato un sistema di comunicazioni sicure Tetra, che sostituisce quelli esistenti. Ma in altri casi la Libia cercherà di rimettere in sesto ed ammodernare le armi e gli equipaggiamenti che già possiede: ad esempio Dassault e Thales cercheranno di aggiornare una ventina di caccia Mirage F1. E anche l'Italia, in passato fornitore privilegiato della Libia, cerca di farsi avanti: ieri ad esempio AleniaAermacchi ha annunciato un contratto di 3 milioni di euro per rimettere in condizioni di volo 12 addestratori ad elica libici SF-260. Tutti del resto cercano di aggiudicarsi contratti. L'embargo è finito nel 2004. In questi anni ci si è concentrati pudicamente sulle forze di sicurezza e sorveglianza dei confini, ma ora la Francia ha rotto le righe e a questo punto tutti si lanceranno all'attacco. Del resto non capita frequentemente che un Paese debba ricostruire il suo intero apparato militare. E Gheddafi ormai è ufficialmente diventato buono.