Riassetti Ersel e Intermobiliare corteggiano Passera. Ma c’è il nodo Svizzera

Il mondo delle boutique finanziarie torinesi bussa alla porta di Intesa Sanpaolo. Complice la crisi finanziaria, il crollo dei mercati e il calo della raccolta, nomi storici come Ersel e Intermobiliare, da anni cassaforte dei risparmi della borghesia piemontese, studiano una strategia per mettersi al riparo guardando proprio al gruppo bancario. Secondo fonti interne all’istituto sul tavolo dell’amministratore delegato Corrado Passera sono già giunte, nelle scorse settimane, due proposte, in cui sia Ersel sia Italmobiliare hanno detto di essere disponibili a farsi acquisire. Si tratta per ora di proposte del tutto preliminari. Intermobiliare spinge per un’integrazione con Fideuram, che andrebbe dunque a rafforzare il risparmio gestito di Intesa, con l’apporto dei fondi Symphonia. Con Ersel si prospetta invece un’integrazione sul fronte del private banking.
Le prime indicazioni giunte dall’interno di Intesa fanno però emergere una buona dose di cautela, vista l’estrema incertezza che grava sullo stato di salute dei mercati finanziari. Tanto che la proposta di Intermobiliare sembra già essere tramontata dopo le prime valutazioni. Ma, nonostante Ersel smentisca ogni trattativa, su questo fronte il dossier resterebbe aperto. E, preso fiato dopo le fatiche della trimestrale, Passera sarebbe tornato in questi giorni a valutare la questione. Ersel porterebbe in dote 6 miliardi di masse amministrate e potrebbe diventare una sorta di brand nazionale per Intesa Sanpaolo nel private banking. Settore in cui l’istituto manca ancora di visibilità rispetto alle concorrenti, a fronte dei settant’anni di esperienza della boutique torinese.
A frenare gli entusiasmi ci sono tuttavia i dubbi di Intesa sui conti di Ersel, in particolare per quel che riguarda il suo eventuale coinvolgimento nel crac Madoff. Ersel ha più volte smentito ogni esposizione nei confronti dell’hedge fund del finanziere americano o di altri veicoli a esso riferibili. Ma Intesa pare intenzionata a procedere con la massima attenzione prima di avviare qualsiasi trattativa, per evitare di trovarsi in pancia asset problematici che obbligherebbero a ulteriori svalutazioni. A preoccupare Intesa sarebbero soprattutto i rapporti tra Ersel e Union Bancaire Privée (Ubp). La banca svizzera è partner di Ersel nella gestione dei fondi hedge, e allo stesso tempo è uno dei soggetti europei maggiormente coinvolti nella truffa Madoff, con un’esposizione dichiarata di 700 milioni di dollari.
Nelle pieghe del rapporto con Ubp, teme Intesa, potrebbe nascondersi il coinvolgimento di Ersel verso Madoff, per una cifra che - stando alle voci che circolano - si aggira attorno ai 40 milioni di euro. Una posta contenuta, che potrebbe però scoraggiare Intesa Sanpaolo da ulteriori passi verso il progetto di acquisizione della boutique finanziaria. Ma che potrebbe spingere la proprietà, ovvero la famiglia Giubergia, a coprire la falla di tasca propria per non rompere il filo della trattativa.