Riassetti A una settimana dal piano, Telecom torna a brillare in Borsa

La Cassa Depositi Prestiti non entrerà in Telco, la holding che controlla Telecom. Non esiste alcun dossier al riguardo e anche se esistesse, ha spiegato il presidente dell’Ente Franco Bassanini bollando l’ipotesi come «invenzione che non si è mai prospettata», l’ingresso non sarebbe «giuridicamente» possibile. Nella ridda di ipotesi che coinvolgono il gruppo telefonico a una settimana dalla presentazione dei conti annuali e del nuovo piano industriale, Bassanini chiude una delle tante porte aperte. Mentre sui colloqui relativi al riassetto di Telecom «non posso dire una parola», ha tagliato corto Corrado Passera, ad di Intesa, con Mediobanca e Generali uno dei grandi soci italiani di Telco. Del dialogo tra i soci relativi all’ipotesi di una fusione con Telefonica ha invece scritto il Financial Times: colloqui sono in corso anche se, al momento, «molto informali» e «del tutto preliminari».
Le tante voci sui destini di Telecom hanno di nuovo sortito l’effetto di dare un spinta al titolo, sui massimi da fine ottobre 2009. Complice anche un report positivo, le azioni sono salite del 2,32% a 1,14 euro. In ogni caso i tempi di una eventuale fusione con Telefonica non si prospettano brevi. La politica, a cui spetta l’ultima parola, è impegnata nella partita sulle regionali mentre i salotti buoni dovranno prima sbrogliare la matassa del rinnovo dei consigli delle Generali, con la successione del presidente Antoine Bernheim e della Rcs Quotidiani. Mo oltre a questo, le banche non sembrano pienamente allineate. Mentre Piazzetta Cuccia sembra determinata nel perseguire l’integrazione con Telefonica, Passera non avrebbe abbandonato del tutto la speranza di poter trovare dei soci italiani, replicando l’operazione Alitalia.