Il riassetto è pronto ma non passa da un’Opa

Il riassetto di Abertis è pronto. Non passerà da un’Opa come aveva inizialmente sperato il mercato ma da un accordo di joint venture tra Actividades de Construccion y Servicios (Acs) e Cvc Capital Partners, veicolo che sarà controllato rispettivamente al 40% e al 60%. La Caixa (28,9%) resta il primo socio e conferma il suo impegno, oltre a sottolineare subito che la politica dei dividendi non cambierà nemmeno dopo il riassetto. «È soddisfacente, ha il sostegno della base azionaria di Abertis - sottolinea l’istituto spagnolo in una nota - e, pertanto, si attende che il pagamento dei dividendi non diminuirà in futuro».
In Borsa, complice una seduta pesante per tutte le piazze in Europa, l’accoglienza è fredda. Abertis ha perso il 2,26% a 12,99 euro, Criteria Caixa il 2,26% a 3,77 euro, Acs il 2,65% a 33,42 euro. I fondi entreranno al 15,55% nel capitale del gruppo autostradale spagnolo con un investimento di 1,72 miliardi, attraverso una complessa operazione al termine della quale il gruppo di costruzioni iberico ridurrà la sua quota dal 25,83% al 10,28 per cento. L’accordo tra Acs e i fondi Cvc (attraverso la società di gestione Trebol Holdings) prevede il trasferimento del 25,83% di Abertis (valorizzata 3 miliardi di euro) a un prezzo di 15 euro per azione. Il 10,28% andrà alla spagnola Amirabilia (controllata al 99% da Acs) e il 15,5% all’olandese Trebol (controllata al 99% da Cvc).