Le riattivano il cuore «spento» 10 anni fa

Aveva un organo nuovo ma problemi di rigetto: quello originale non era mai stato asportato

Lorenzo Amuso

da Londra

Ha sconfitto un tumore linfatico e ha «cambiato cuore due volte». Ora sta benone e «non vede l’ora di tornare a scuola, dopo Pasqua». I miracoli in medicina succedono. E l’ultimo in ordine di apparizione è stato svelato dai medici londinesi.
La storia è questa. A dieci anni dal trapianto, una ragazzina gallese è stata sottoposta ad un nuovo intervento per la rimozione del cuore donato, sostituito dal suo organo «naturale», che nel frattempo ha ripreso a funzionare regolarmente. Un’operazione senza precedenti nel mondo della cardiochirurgia, che - secondo i medici del Great Ormond Street Hospital for Children di Londra - può anticipare importanti sviluppi nel trattamento dei pazienti afflitti da cardiomiopatia. La sostituzione del cuore si è resa necessaria dopo che l'organismo di Hannah Clark, una bambina di 12 anni, ha cominciato a reagire male ai farmaci anti-rigetto. Sofferente di una forma di cardiomiopatia ipertrofica, Hannah aveva subito un trapianto eterotopico all'età di due anni. Sir Magdi Yacoub, il chirurgo che allora aveva eseguito l'operazione, aveva preferito questo tipo di intervento - che prevede l'innesto del nuovo organo accanto a quello vecchio, non più funzionante, che comunque resta nella sede originaria - per via della giovanissima età della paziente. Un’operazione che aveva consentito alla bambina di vivere per anni senza alcuna complicanza. Solo a novembre scorso Hannah - dopo dieci anni dal trapianto - aveva accusato i primi disturbi causati delle medicine.
I chirurghi hanno quindi deciso di intervenire. Durante l’operazione, durata la metà delle otto ore previste, è stato rimosso l'organo donato e poi è stato ricollegato il vecchio cuore, che ha ripreso a battere quasi subito. Un clamoroso successo, ma non del tutto inatteso dall'equipe medica. È ormai scientificamente dimostrato che un cuore in difficoltà a causa, per esempio, di un'infiammazione acuta può essere in grado di recuperare pienamente, se lasciato in uno stato di riposo terapeutico. Un principio non dissimile da quello che viene sfruttato in certi casi di trapianto di cuore artificiale, quando il nuovo organo svolge una funzione di salva-vita, consentendo talvolta ai pazienti di recuperare il pieno funzionamento del cuore naturale. «Abbiamo scoperto che il cuore della ragazza ora funziona piuttosto bene - ha confermato un portavoce dell'ospedale -. Così, rimuovendo l'organo trapiantato, abbiamo anche potuto interrompere la somministrazione dei farmaci anti-rigetto. Il cuore di Hannah si è ripreso quasi completamente e batte come uno qualsiasi».
La convalescenza della ragazza procede piuttosto bene, è già tornata a casa. «Nessuno pensava che sarebbe stata come è ora. Si gode la vita e non vede l'ora di tornare a scuola dopo Pasqua», ha spiegato la madre di Hannah, che ha voluto ringraziare il donatore, il cui cuore ha consentito alla bambina di vivere per 10 anni, dicendo di essergli per sempre grata.
«È una storia a lieto fine» ha commentato soddisfatto Yacoub. «Sembra proprio che il riposo terapeutico abbia giovato al recupero del cuore della ragazza», aggiunge Peter Weissberg della British Heart Foundation, secondo cui l'approccio moderno alla patologia di Hannah, sconosciuto però 10 anni fa, avrebbe consigliato l'innesto di un supporto circolatorio meccanico temporaneo, rimosso dopo pochi mesi, proprio per consentire all'organo sofferente di recuperare autonomamente.