Ribaltone Giustizia, ora spunta Alfano

da Roma

Giovedì, o al massimo venerdì prossimo, Silvio Berlusconi dovrebbe sciogliere la riserva con cui martedì o mercoledì riceverà da Giorgio Napolitano l’incarico per formare il nuovo governo. E a quel punto verrà illustrata la lista dei ministri. Lista che verrà completata lunedì 12 maggio. Per quel giorno è fissato il Consiglio dei ministri che nominerà i sottosegretari e i viceministri; ai quali le deleghe verranno formalizzate in una successiva riunione.
La «quadra» sulla formazione del nuovo esecutivo verrà individuata dopodomani. E domani sera il Pdl del Senato nominerà Maurizio Gasparri capogruppo e Gaetano Quagliariello vicecapogruppo vicario. Sul fronte del governo ancora qualche nodo da sciogliere. Sulla Giustizia, in primo luogo; ma anche sul Welfare.
Per il dicastero di via Arenula guadagna invece terreno in maniera decisa Angelino Alfano. Nelle ultime ore, infatti, il Cavaliere si sarebbe convinto a fare il suo nome al capo dello Stato, e in caso di obiezioni sulla sua giovane età a «ripiegare» su Claudio Scajola. Dalla partita per il ministero della Giustizia, dunque, starebbero uscendo sia Elio Vito che - in maniera più decisa - Marcello Pera. Per l’ex capogruppo di Forza Italia, dunque, potrebbero aprirsi le porte del ministero per i Rapporti con il Parlamento, mentre i Beni culturali andrebbero a Sandro Bondi o Paolo Bonaiuti.
Per il Welfare restano in pole position sia Maurizio Sacconi, sia Andrea Ronchi. Nelle ultime ore, però, prenderebbe corpo l’ipotesi di sdoppiare l’incarico; e trasferire la Salute (il vecchio ministero della Sanità) sotto il portafoglio dell’Ambiente. Dicastero che dovrebbe andare a Stefania Prestigiacomo, mentre Ferruccio Fazio (il ricercatore del San Raffaele che Berlusconi vuole alla Salute) dovrebbe assumere l’incarico di vice ministro. Altro sottosegretario dell’Ambiente dovrebbe essere Michela Vittoria Brambilla. Alleanza nazionale, però, non sarebbe particolarmente d’accordo con lo sdoppiamento del ministero del Welfare. In quanto ritiene che la rappresentanza ministeriale non dovrebbe essere condizionata dall’elezione di Alemanno a sindaco di Roma.
Altro ministero che avrà viceministri «di peso» sarà quello delle Attività produttive (ribattezzato dal governo Prodi, dello Sviluppo economico). Come titolare dovrebbe essere confermato Claudio Scajola, che potrà avvalersi di un viceministro con deleghe alle Comunicazioni come Paolo Romani; un altro per il Commercio estero come Adolfo Urso; è poi probabile che Guido Possa venga nominato viceministro con delega per l’Energia.
Certi Giulio Tremonti all’Economia, Franco Frattini agli Esteri e sottosegretario alla presidenza del Consiglio.