Il ribelle Cè: «Spero che non voglia governare da solo»

«Non vorrei che Formigoni volesse governare da solo: se questa è l’idea che ha in testa, non mi sembra affatto buona». Dei leghisti presenti ieri in aula consigliare, era sicuramente il parere di Alessandro Cè - l’assessore «sospeso» - quello più atteso dopo la decisione di Formigoni di aprire una verifica di maggioranza a seguito della mancata approvazione del documento di bilancio per l’astensione dei lumbard.
«Secondo me - ha spiegato Cè - la politica vera è quella che guarda in faccia i problemi dei cittadini e la Lega ha sollevato problemi reali. Formigoni si è trincerato dietro la legittimità del suo governo, ma governa coi voti della Lega, ed è un diritto e un dovere risolvere i problemi reali. Deve perciò confrontarsi con noi per governare legittimamente. Io mi sento un politico anomalo: non mi interessano le procedure per risolvere i problemi della gente ma le soluzioni a questi problemi».
«Formigoni non governa coi voti della Lega ma con quelli dei cittadini lombardi - è stata l’immediata replica di Giulio Boscagli, capogruppo degli azzurri -, è bene che il consigliere leghista Cè ricordi che nessuno possiede voti, ma che il consenso si guadagna ogni giorno con atti concreti di governo e non penalizzandola come ha fatto oggi la Lega. Un atto di cui il Carroccio dovrà rendere conto ai cittadini prima di pensare che questi siano di sua proprietà».
Da parte di Forza Italia esiste ancora, come ha detto la coordinatrice azzurra Mariastella Gelmini, «disponibilità a ragionare insieme» ma a Fi rivendica un comportamento da «partito di coalizione, che ha già fatto in sede di costituzione di giunta molti passi indietro. Siamo disponibili a ragionare ma meritiamo il rispetto necessario. Occorre che la disponibilità a ragionare non sia a senso unico ma reciproca». Altrimenti durante la verifica «bisognerà capire se da parte di tutti, Lega in particolare, ci sono ancora le ragioni di un’alleanza».
Pur ritendendo «incomprensibile la posizione assunta dalla Lega», la vicepresidente Viviana Beccalossi si dice pronta - insieme al colega di giunta Corsaro e il capogruppo Alboni di An - disponibile col suo partito «ad un confronto aperto e leale». Per An «la Lega ha voluto creare l’incidente, ma ci auguriamo non sia irreversibile». Pure l’Udc invita il Carroccio a «ritrovare motivi comuni» per governare, ma al tempo stesso attribuisce alla Lega l’intera «responsabilità della crisi, poiché ha anteposto interessi particolari a quelli generrali».