Il ribelle Cassano ci ripensa: vicino alla firma con la Roma

È pronto a fare un passo indietro rispetto alla richiesta iniziale di 24 milioni

Jacopo Granzotto

Alla fine quel testone di Cassano l’ha capito. Per andare ai mondiali di Germania bisogna giocare. E subito. Non c’è più tempo da perdere, il superottimista Lippi a corto di talenti freme per chiudere i tasselli della squadra che dovrà tenere il passo di Brasile, Germania, Francia e Argentina. Un’impresa facile solo sulla Playstation. Forse per questo, ieri pomeriggio, in anticipo sui tempi, Cassano ha deciso di giungere a più miti consigli riprendendo le trattative con la Roma. Ripiego o semplice realismo? Diciamo che entro la fine della prossima settimana dovrebbe essere siglato un clamoroso quinquennale, e non più il prolungamento di un anno. Una rivoluzione copernicana inattesa per tutti quei tifosi che avevano fatto il callo a quella irresistibile voglia di bianconero del barese.
Nell’attesa Rosella Sensi vince la personale battaglia (di nervi) sottolineando il gesto del calciatore «che ha voluto questo incontro per dimostrare la sua intenzione e confermarsi in giallorosso anche nei prossimi anni». Un gesto «particolarmente apprezzato» anche perché Cassano si sarebbe dimostrato pronto a fare un deciso passo indietro rispetto alla richiesta iniziale di 24 milioni di euro. Così la Roma farebbe un piccolo sforzo, aumentando di poco l’offerta di 3,2 milioni a stagione. È probabile, a questo punto, che si chiuda sui 3,5. Il contratto non prevederebbe alcuna clausola o premio speciale. Ma con l’incontro di ieri a Trigoria, calciatore e società hanno voluto lanciare un messaggio chiaro: Cassano vuole rimanere alla Roma e se la società, in futuro, dovesse venderlo, sarà una decisione autonoma.
Pensierino: Cassano in campo farebbe la grande gioia di due allenatori. Innanzitutto Spalletti che vede avvicinarsi la sfida di domenica pomeriggio all’Olimpico con l’Udinese, la quarta forza del campionato. Una partita sentita dal mister che ritrova subito l’ex squadra e che spera in un possibile utilizzo dell’estroso attaccante. Ma anche Lippi risolverebbe il problema dell’attacco, inserendo in lista un giocatore veloce e agile come il barese. E la nazionale, che abbonda di pur ottime torri e spilungoni dal nome esotico, avrebbe bisogno come il pane di gente che crea superiorità. Nel frattempo a Cassano farà piacere sapere che Lippi ha deciso di chiamarlo (per ora al telefono). «È presto per dire dove lo vedo nei tre davanti - ha detto Lippi -. Di certo lui è un attaccante: e io non ho una coppia fissa lì davanti, non credo di cominciare il mondiale e finirlo con la stessa coppia».
Ma torniamo alla partita dei ricordi di domenica. Per Luciano Spalletti ma anche per Vincent Candela che ha vestito per dieci anni la maglia della Roma e che ora è agli ordini di Serse Cosmi a Udine. Per il francese è la prima volta da ex dopo sei mesi passati in Inghilterra, al Bolton. Candela ha lasciato la Roma nella stagione peggiore dei capitolini da quando lui era a Trigoria, ma i ricordi degli anni trascorsi al fianco di Totti e compagni sono ancora vivi. E Candela ha passato anche quasi 4 stagioni con Cassano. «A lui piace fare il fenomeno. Allora io gli dicevo: non sei Maradona e lui mi rispondeva con una battuta: stai zitto te che non giochi da due anni». Domenica si troverà di fronte al suo passato, nonostante prima di andare via avesse promesso che mai avrebbe indossato un’altra maglia in Italia. «E ci ho provato - continua Candela - sono andato al Bolton, ma il calcio inglese non fa per me. Se penso a domenica già sto male...».