Ricami e colori: è l’ultimo Ferrè Armani sogna la donna siciliana

Oggi sarà nominato l’erede dello stilista-architetto: favorito l’ex assistente di Galliano, Lars Nillson

Milano - Il futuro è più potente del presente e nel giorno della prima sfilata di Ferrè senza Gianfranco l’argomento successione irrompe con forza sulle passerelle di Milano moda donna. «Il problema si può risolvere allevandosi un ottimo staff come sto facendo io: non credo ai geni che vagano» spiega Armani dopo una sfilata emozionante perché nell’impeccabile lavoro del maestro ci sono segni di quella dolcezza forte e consapevole che lo scorrere del tempo regala alle grandi personalità. Lo scialle, accessorio-principe del guardaroba estivo d’altri tempi, diventa abito moderno, recupero di gesti e sentimenti romantici, pura poesia. «Sono gli ultimi modelli disegnati da Ferrè: non è il momento di parlare del cambiamento anche se ne dobbiamo prendere atto» risponde invece Tonino Perna, presidente di It Holding che da tempo detiene il controllo della griffe. Ieri è stata data per certa la sostituzione dell’architetto-stilista con Lars Nillson, ex assistente di Galliano e direttore creativo di Nina Ricci. «È solo uno dei nomi nella rosa di cinque candidati che presenteremo domani (oggi per chi legge) nel corso di un consiglio appositamente convocato - smentisce Perna - La scelta interna sarebbe più coraggiosa, ma dobbiamo valutare i pro e i contro: siamo una società quotata in Borsa».

A breve sapremo, ma nel frattempo è stato bello vedere l’immenso rispetto decretato a questo grande che ci ha lasciati decidendo per esempio di non sfilare nel suo spazio (l’ex Palazzo Gondrand) ma nella bellissima Fondazione Pomodoro di via Solari. E l’incontro con Liborio Capizzi, vice direttore creativo della linea donna ha dimostrato che Ferrè sulla successione era d’accordo con Armani: crearsi un team a propria immagine e somiglianza è una garanzia di continuità. In passerella c’era tutto: le sapienti alternanze di tessuti lucidi e opachi, i colori straordinari e il gusto della decorazione con fenomenali ricami decò sugli abiti da sera. Certo mancava lui, ma resta quel che ha amato e fatto amare al mondo: la vera eleganza italiana. È questo il motore di ricerca di Armani che si è ispirato a Franca Florio, gran dama siciliana dei primi ’900 ritratta da Boldini, per costruire i suoi meravigliosi abiti-scialle con frange che danzano intorno al corpo. «Ho usato i colori della notte come mezzo di seduzione: luci e ombre al servizio della bellezza» racconta Re Giorgio che per il giorno propone fluide giacchine con stravaganti pantaloni fermati sotto il ginocchio da un nodo. «Basta scioglierlo e ti ritrovi con le gambe coperte» spiega sapendo bene che l’artificio non è facile anche se le proporzioni perfette e i divini accessori rimettono tutto nella giusta direzione: la sua.

La formidabile collezione di Ennio Capasa per C’N’C prevede utilissimi zainetti porta-giacca sugli abitini di chiffon, un dinamismo moderno nel riconoscere l’eterno potere della femminilità. Cavalli per la linea Just parte dai ricordi di viaggio (soprattutto l’Africa) ma approda nella giungla metropolitana di New York. «Non voglio neanche pensare alla successione - tuona il simpatico stilista toscano - sono sempre stato contrario a Saint-Laurent senza Yves e al posto mio non vedo nessuno». Eppure anche per lui si porrà prima o poi il problema, forse molto presto visto che alla Merryl Linch stanno lavorando alla vendita del marchio.