Ricatti ai Vip, spuntano altri scatti proibiti

Gianluigi Nuzzi

nostri inviati a Potenza

Tra i trenta e i quaranta. Tanti sarebbero i personaggi «eccellenti» che avrebbero messo mano al portafogli per ritirare dal mercato servizi fotografici che li ritraevano in atteggiamenti sconvenienti, oggetto dunque di potenziali ricatti. Nomi noti, in gran parte, del mondo dello spettacolo, dell’imprenditoria, dello sport, soprattutto della politica nazionale. Riferimenti dettagliati a personaggi coperti da omissis emergono dalla lettura di alcune ricevute cartacee rinvenute in due fascicoli. Erano nello studio milanese riferibile al gruppo Corona perquisito l’altro ieri dalla squadra mobile di Potenza. La documentazione non fa parte del presunto archivio segreto contenuto in due pc (e della cui esistenza ha parlato una gola profonda dell’inchiesta ascoltata come persona informata sui fatti) ma è stata rinvenuta in alcuni fascicoli custoditi in cassaforte. Distinte di versamento riporterebbero cifre importanti, assolutamente fuori mercato per settimanali e riviste specializzate nel gossip.
Parallelamente agli sviluppi investigativi legati da un lato al giallo delle foto di Sircana comprate per 100mila euro dal settimanale Oggi (gruppo Rcs) e dall’altro alle presunte tentate estorsioni nei confronti di politici di vari schieramenti, gli inquirenti stanno concentrando la loro attenzione su una strana fuga di notizie collegata alla pubblicazione, sempre sul settimanale Oggi, di fotografie sequestrate dalla Guardia di finanza nell’abitazione dell’attrice Anna Falchi e del marito, l’immobiliarista romano Stefano Ricucci. Tutti gli accertamenti compiuti, con allegati i verbali dei coniugi Ricucci e la copia di una fattura da 5mila euro, sono stati trasferiti da Potenza a Roma.
La scoperta delle distinte di pagamento per merce acquistata dalle vittime o «ritirata» precauzionalmente dal mercato ha dato un’accelerata all’inchiesta. Nelle prossime ore, infatti, verranno ascoltati tutti i fotografi che hanno avuto a che fare con Fabrizio Corona, Lele Mora e i presunti ricatti al centro dell’indagine. Perché come dice il pubblico ministero Henry John Woodcok in un interrogatorio, «ciò che mi interessa non sono le foto pubblicate sui giornale, ma tutti gli scatti che in edicola non ci sono mai finiti». E proprio su queste misteriose immagini, sin dalle prossime ore si preannunciano clamorosi sviluppi. Gli inquirenti contano soprattutto sul lavoro dei periti chiamati a decifrare i file criptati nei pc sequestrati al gruppo Corona’s per trovare riscontri all’ipotesi del «ricatto ai politici». La prima cosa da fare sarà quella di controllare se le immagini trovate nel pc sequestrato siano state poi pubblicate. Gli inquirenti hanno già la lista. Una lista che scotta.