Ricatto hard, l’ira della Mussolini: sono sotto tiro

RomaDire irritata è poco. Nemmeno infuriata calza, perché prevale lo stupore e la stanchezza per una serie di aggressioni e attacchi «in stile anni Settanta», ai quali Alessandra Mussolini, ha deciso di assistere senza reagire più di tanto. I due poli dentro i quali si muove il suo umore, li ha sintetizzati in modo efficace la stessa deputata del Pdl: «Non so se incazzarmi o ridere».
La scintilla è la notizia rimbalzata nei siti no global sull’esistenza di un video nel quale appare lei e Roberto Fiore, leader di Forza Nuova, formazione politica di estrema destra. Il ricatto c’è, il video no. Ci sono invece altri fatti che Mussolini vuole segnalare: «Vendono su eBay i frammenti di cervello di mio nonno; tre giorni fa ho ricevuto una chiamata dalla polizia che mi informava del fatto che Gino Paoli mi ha denunciato per ciò che dissi sulla canzone Il Pettirosso. Io eccepii sul fatto che questo brano trattasse di pedofilia, un messaggio grave - ricorda la Mussolini -. Oggi poi uscirà un film dove mi si dà della puttana e dell’assassina e ora leggo queste cose. Che cosa devo dire? Non lo so più. Ormai facessero quello che vogliono, accada quello che deve accadere».
La reazione alla notizia che nel famoso sito di aste avevano messo in vendita parte dei resti del nonno, Benito Mussolini, è stata facile. È andata dai carabinieri. In contropiede anche sul film Francesca del regista romeno Bobby Paunescu. All’inizio della pellicola un attore la definisce «una troia che vuole ammazzare tutti i romeni». Lei ha chiesto alla giustizia di impedire la circolazione del film, ma il giudice ha stabilito che, prima del diritto a non essere infamata della Mussolini, viene il diritto di critica del regista. Dopo il danno, ieri sera, la beffa. Un’altra telefonata dell’avvocato. La deputata Pdl ha perso anche il secondo ricorso contro il film e ha dovuto pagare le spese: 5.000 euro al legale della Fandango che distribuisce il film.
Giornataccia, durante la quale Mussolini è tornata a spiegare che con Fiore al massimo «abbiamo fatto le campagne elettorali». Perché lui? «Chiedetelo a chi ha pubblicato la notizia». Ce l’ha con il Giornale, che era stato tirato in ballo dalle indiscrezioni dei giorni scorsi. «Ho visto la rassegna stampa e mi sono chiesta se si parlasse di Repubblica o de l’Unità. E invece no: era il Giornale. La mia reazione? Un’altra persona al mio posto si sarebbe ricoverata o avrebbe chiamato il 118. Ma io sono una che affronta le situazioni». Il clima non è dei migliori. È come negli anni Settanta, commenta Mussolini, «ora fanno così: non lanciano pallottole, ma video hard».
Diversa la reazione di Forza Nuova, formazione politica di Fiore che è entrata nel merito della vicenda annunciando azioni legali. «Siamo alle comiche finali, alle barzellette e per fortuna non ci manca il senso dell’humour. È risibile che una non notizia proveniente da una fonte anonima comparsa su di un sito inattendibile come Indymedia conquisti la cronaca nazionale. Nella storiella riportata si parla di un filmato partito dal circuito di telecamere della sede di Forza Nuova quando è noto che in nessuna nostra sede vi è un circuito di telecamere». L’ufficio legale di Fn «ha deciso di procedere per danni contro coloro che riporteranno in qualsiasi forma notizie lesive dell’onorabilità» di Fiore. Parole di fuoco anche sul Giornale, che Fn accusa di avere un comportamento «tipico di chi tenta di deviare l’attenzione dai veri problemi di questo Paese pubblicando gossip inattendibili da quattro soldi».