Ricatto di Prc: non toccate i lavavetri

Scoppia anche a Genova la guerra ai lavavetri. Gianni Plinio e Gianni Bernabò Brea, capigruppo di An in Regione e Comune hanno chiesto a Marta Vincenzi di emettere un’ordinanza analoga a quella del sindaco di Firenze per vietare l’attività dei mendicanti ritenuti molesti e eccessivamente aggressivi da moltissimi automobilisti. Ma prima ancora di una qualsiasi pronuncia del sindaco, i capigruppo di Rifondazione-Sinistra Europea in Comune, Regione e Provincia (Antonio Bruno, Vincenzo Nesci e Alessandro Benzi) si schierano contro quella che definiscono «paranoia estiva» e mettono in guardia gli alleati Burlando, Vincenzi e Repetto sull’emettere ordinanze che assecondano «una cultura xenofoba e razzista».
In realtà il fenomeno dei lavavetri a Genova, dopo anni di «esplosione», sembra essere diventato più contenuto. Il motivo è difficile da stabilire, anche se qualcuno suggerisce che mendicare seduti agli angoli sia comunque più riposante che gettarsi come predatori sui parabrezza. Ma anche se pochi, i lavavetri cittadini sono comunque ritenuti troppi dagli esponenti di An che ricordano le numerose segnalazioni arrivate dai «cittadini molestati ai semafori cittadini», e qualche volta addirittura aggrediti a calci e pugni sulla carrozzeria (come avvenne in via Archimede non troppo tempo fa) perché non volevano farsi lavare i vetri, peraltro puliti.
Ma misure anti-mendicanti molesti arrivano anche da ponente. Il il Casinò di Sanremo, per esempio, ha dichiarato guerra all’accattonaggio intensificando l’attività di sorveglianza nel territorio di competenza della casa da gioco, contro chi si siede o si sdraia in prossimità dei due ingressi principali, quello all’area slot e quello ai tavoli verdi, per chiedere l’elemosina.
«È stata già fatta una scelta precisa, rispetto a questa problematica che caratterizza non solo il Casinò, ma tutta la città - ha commentato il presidente della Casinò spa, Donato Di Ponziano - è un problema significativo per il quale siamo già intervenuti con le possibilità che abbiamo e, quindi, con la nostra vigilanza che si spinge nel territorio di nostra competenza aziendale per allontanare tutti quei personaggi che compromettono il decoro della casa da gioco».