Riccò perde terreno Alla festa di Francia brinda Longo Borghini

La maglia bianca lascia 38” insieme a Menchov. A Nantes vince Dumoulin dopo una fuga a quattro, in giallo va Feillu. E la sorpresa italiana ora è seconda

Tanto freddo, tanto vento e tanta pioggia, ma alla fine mi è andata bene. Ben coperto, ben attento e soprattutto ben supportato dai miei compagni di squadra, che mi hanno tenuto sempre nelle prime posizioni del gruppo. Bravi tutti, ma in particolare bravo Alessandro Ballan: lui è troppo esperto e soprattutto portato a capire dove tira il vento e come proteggersi quando questo gira, quando soffia di traverso. Lui sa fare i «ventagli», li sa organizzare ed è un uomo fondamentale per la nostra squadra. È un po’ come avere in porta Buffon: la difesa è sicuramente meno stressata.
A Cholet primo esame di questo Tour. C’è una cronometro di 29 chilometri e mezzo. Sulla carta non è difficilissima, ma chi non è un cronoman nato come me teme sempre di non trovare il colpo di pedale giusto. Questo inverno e questa primavera ho cercato di lavorare molto per migliorare in questa specialità. Sia ben chiaro: ho lavorato per migliorare, non per diventare uno specialista del cronometro, perché in questa specialità o si nasce o c’è poco da fare. Io cercherò di difendermi e di dare il massimo.
Ieri sera dopo aver fatto i massaggi e aver mangiato, ho trascorso un po’ di tempo con Enrico Pengo, il capo dei meccanici, un vero mago della bicicletta, che assieme a tutto lo staff ha fatto le ore piccole per settare le bici da crono. Userò una Wilier Triestina uscita dalle officine della famiglia Gastaldello e realizzata proprio per le crono del Tour. È una Wilier modello Cento 1. Leggera, leggerissima, appena sopra i 7 chili, un chilo e 200 grammi in meno rispetto a quella che uso abitualmente per le tappe di questo Tour. Leggera e rigida, molto compatta, facilissima da guidare, risponde alle sollecitazioni benissimo: speriamo rispondano anche le mie gambe, che poi sono sempre quelle che fanno la differenza. Ma come si dice in questi casi? La bici deve essere perfetta, per non avere alibi. Questa mattina scioglierò le ultime riserve. Les Herbiers, dove abbiamo l’hotel, dista solo 20 chilometri da Cholet. Lì andremo a fare un sopralluogo. Decideremo a seconda delle condizioni climatiche che ruote utilizzare. Dietro quasi sicuramente una lenticolare, davanti molto probabilmente una ruota in carbonio a profilo alto. Rapporti? Dietro una scala 11-21. Davanti il 52x39, ma non è escluso un 54. I meteorologi non prevedono pioggia, ma dopo le 14 dicono che si alzerà un bel vento, che potrebbe condizionare e anche di molto la corsa. Come si dice in questi casi? Speriamo di avere il vento in poppa.