Ricerca di armonie in casa di Herbert Kristler

«Amo un modo di arredare che abbia il senso del vissuto»

Antonello Mosca

Camminare su pavimenti duri e piatti del nostro ambiente quotidiano in modo piacevolmente morbido, come se camminassimo su un soffice tappeto di muschio e su una delicatissima spiaggia. I muscoli diventano più tonici, i glutei rassodati, gli inestetismi della cellulite diminuiscono, scompare il mal di schiena. Tutto questo grazie ad un tipo di scarpa, la MBT (Masai Barefoot Technology), che permette quasi di avere a disposizione una palestra personale per tutto il giorno, ispirandosi al concetto di movimento nelle lunghe marce dei Masai, i guerrieri-pastori del Kenia e della Tanzania. Una rivoluzione che ricorda un poco quella della Geox, e Herbert Kristler, affascinato dal progetto crea così la MBT-Italia. Austriaco, con moglie italiana, non poteva non subire il fascino di una regione come il Veneto, e qui si è stabilito fondando la ditta importatrice. E una moglie delle nostre parti certamente ha influito sul suo modo di vivere e di abitare.
«La casa non può non interessare, quando la si considera il luogo dove vive il passato e il presente di tutti noi, il punto di partenza di ogni giornata, lo scrigno dei nostri sogni, l'ambiente dove vive tutta la nostra sicurezza».
Lei viene da un Paese con gusti che non sono proprio i nostri, e questo ha influito sul modo di arredarla?
«Guardi, io credo che in fondo le case, che appartengono a certe persone, che svolgono un determinato lavoro e possiedono quindi una cultura e un senso della vita facilmente paragonabile, si assomiglino un poco tutte. Indipendentemente dai particolari così la mia ha un tema guida ben preciso: la ricerca dell'armonia, e questo vale sia per i colori, che per i materiali, che per i mobili stessi».
Ma c'è uno stile ben preciso che vi predomina?
«Credo sia lo stile più facile e più semplice, anche se a ben vedere è in fondo il più complesso: lo stile del “vissuto”. Una casa che non ha nulla a che fare con le fotografie delle riviste d'arredamento, dove regna un'ordine artefatto, né con l'immagine dei negozi dei mobili, mostre di infiniti prodotti per case che in fondo non esistono per dimensioni e distribuzione dei locali».
Il suo soggiorno però è abbastanza insolito.
«L'ambiente è certamente spazioso, con grandi sedute e molti quadri alle pareti, ma il tema che vi predomina è quello di due grandi acquari. Elementi d'arredo che non sono certamente inflazionari, ma che contribuiscono molto bene a far “vivere” lo spazio, trasmettendo anche sensazioni di relax e di abbandono ai pensieri più personali in maniera a volte impensabile».
E la camera da letto?
«Pur rispettando un arredo molto tranquillo, ha la particolarità di avere il letto disposto con la testata tra due pareti, ad angolo, in una dimensione davvero importante. Questo modo di collocare il mobile principe dell'ambiente, condiziona tutto il resto, ma permette anche di godere di una splendida vista restandosene sdraiati. E non è cosa da poco, perché nella maggior parte delle abitazioni l'occhio da queste posizioni case su armadi o cassettoni».
E la cucina?
«Credo che questo locale sia in fondo il centro della nostra casa, un luogo di ritrovo per i momenti più intimi con la famiglia e gli amici. Grande, spaziosa, avvolgente, calda nelle luci e nell'arredo. Niente di rustico né di eccessivamente moderno, ma ogni elemento è disposto affinché tutte le funzioni possano essere svolte nel massimo della comodità. In fondo questo spazio è diventato di nuovi il centro di un'abitazione, superando i vecchi concetti di “servizio” per assumerne altri ben più significativi».
Lo stile etnico le piace?
«In verità lo amo molto, perché avere in casa una testimonianza di un'altra cultura mi sembra un fatto sempre affascinante, ma ritengo che debba essere accostato sempre con pezzi ed espressioni di design».