La ricerca in Italia diventa sempre più difficile

Il contenimento della spesa sanitaria è fondamentale per i conti e gli obbiettivi di equilibrio finanziario dello Stato. Sono allo studio da parte del governo nuovi meccanismi per costringere le regioni a rispettare i tetti di spesa. Nel 2007 sono stati ottenuti concreti risultati: la spesa sanitaria globale è cresciuta, quella farmaceutica è calata del 3,2 per cento, nonostante l'incremento del 18 per cento delle ricette rispetto al 2003 e la crescita dell'inflazione dell'8,2 per cento. Probabilmente ha inciso anche il progressivo aumento dell'impiego dei medicinali equivalenti sui quali si sono addensate alcune ombre: le indagine della procura di Torino hanno portato alla luce casi di medicinali generici finiti in vendita senza sperimentazione. Gran parte dei principi attivi per la produzione di questi farmaci proviene inoltre dai Paesi asiatici (India e Cina), dove la documentazione che li accompagna non è controllata con il necessario rigore.
Le esigenze di bilancio in molti Paesi occidentali rischiano di vanificare l'impegno delle grandi industrie farmaceutiche sul fronte dell'innovazione. L'arrivo sul mercato di versioni generiche di farmaci griffati «sta ostacolando il proseguimento dei progetti di ricerca su molecole ben conosciute che possono però nascondere benefici ancora non studiati, com'è accaduto per l'aspirina: dopo anni di utilizzo come antinfiammatorio, si è mostrata in grado di giovare a cuore e arterie. Ma sia per le industrie che producono generici, che per quelle che firmano i branded, fare innovazione in questo senso diventerà sempre più difficile». È questo il pensiero di Claudio Cavazza, presidente Sigma-Tau e vicepresidente di Farmindustria, che lo ha espresso a Roma in occasione del convegno «La ricerca italiana sfida l'Hiv», organizzato dall'Istituto superiore di sanità (Iss).
I farmaci più innovativi, frutto della ricerca, sono quelli che in molte patologie hanno grande efficacia. Studi clinici hanno dimostrato che il tasso di sopravvivenza ad una vasta gamma di tumori è superiore negli Stati Uniti rispetto a Giappone ed a molti Paesi europei, proprio perché in America vengono introdotte più rapidamente terapie innovative. Negli stessi Stati Uniti i diversi piani di assistenza sanitaria come Medicare offrono i farmaci frutto delle ricerche più attuali a differenza di quanto propongono i piani sanitari gestiti da Veteran's Administration. Molti medici preferiscono impiegare farmaci costosi, ma ridurre le giornate di degenza che, sulla spesa sanitaria globale incidono ben più dei farmaci. L'ente pubblico che acquista i farmaci in regime di monopsonio (monopolio sul fronte della domanda) può abbattere il prezzo fino al livello del costo marginale, semplicemente rifiutandosi di accettarne uno superiore o minacciando di invalidare la tutela brevettale delle aziende che non sono disposte a cooperare, com'è avvenuto in Brasile e in Thailandia.