Con la ricerca scientifica batteremo i Paesi emergenti

Vaneggia la sinistra! Ma come può parlare di recessione se l’occupazione tiene?
C’è un calo della produttività, almeno in parte, però, dovuto ad abuso di festività prolungate dei ponti, ai troppi scioperi selvaggi e irresponsabili. Fino all’inizio degli anni Novanta ce la siamo cavata con le frequenti svalutazioni della lira.
Ora che non è più possibile, ecco irrompere sui mercati i Paesi emergenti, che producono beni similari a costi incomparabilmente più bassi, cui si uniscono il forte apprezzamento dell’euro rispetto al dollaro e allo yuan cinese e l’abnorme aumento del prezzo del petrolio (circa il 70 per cento in più rispetto ai tempi del governo Prodi).
Tutto ciò concorre a determinare una minore produttività, oltretutto aggravata dall’Irap, una imposta iniqua inventata dalle sinistre finalizzata alla vessazione delle imprese.
Ma per uscire dalla crisi non basta ridurre o sopprimere l’Irap. Occorre anche e soprattutto dirottare ingenti risorse sulla ricerca scientifica per lo sviluppo, capace di assicurare la produzione di beni di più alto contenuto tecnologico, difficile da ripetere per i Paesi emergenti.

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